Italia
Tir bloccati, Fi-Pi-Li in tilt per trenta ore «Così perdiamo soldi e clienti»
Camionisti empolesi contro lo stop ai mezzi pesanti sulla A1. Cna: «Imprese penalizzate». Code per i filtraggi al Terrafino, viabilità secondaria in crisi per la “fuga” dalla superstrada. La replica della Città Metropolitana: «Empoli Ovest strategico, il sistema ha funzionato. I disagi? Sono inevitabili»
EMPOLI. Trenta ore di caos in Fi-Pi-Li per la neve... sull’Appennino. File chilometriche in superstrada, automobilisti inferociti, viabilità alternativa completamente congestionata. E autotrasportatori sul piede di guerra: «Così perdiamo credibilità e fatturato, che nessuno ci restituirà». Tutta colpa del prefiltraggio effettuato dalla polizia stradale - in accordo con Avr e Autostrade - per evitare che i mezzi con massa superiore a 7,5 tonnellate proseguissero la loro marcia verso la A1, interessata da abbondanti nevicate nel tratto appenninico. Di fatto è stato creato un “imbuto” all’altezza di Empoli Ovest, con gli agenti impegnati a far uscire (e parcheggiare nella zona industriale del Terrafino) i mezzi pesanti diretti a Firenze.
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Le conseguenze. Un’operazione complessa, che ha inevitabilmente creato code lunghe fino a sette chilometri nelle giornate di giovedì 5 venerdì 6 febbraio. Con una percorrenza media di circa un’ora tra San Miniato e Empoli Ovest. In tanti, per evitarle, si sono riversati nella viabilità ordinaria, che è andata in tilt, sia - per esempio - sulla Tosco Romagnola e lungo la provinciale 11, in particolare all’altezza di Gavena dove già la situazione è precaria per via del semaforo provvisorio che regola l’accesso al ponte Bailey. Il blocco temporaneo dei mezzi pesanti sulle carreggiate «che ha garantito - fa sapere Autostrade - la transitabilità della rete ai veicoli leggeri in piena sicurezza» è stato rimosso soltanto nel primo pomeriggio di venerdì, con la situazione che è tornata alla normalità nel giro di poche ore. Ma non è bastato a placare le polemiche.
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La rabbia. La Città Metropolitana spiega che «il sistema ha funzionato». Ma non la pensano così gli addetti ai lavori: «Stiamo perdendo soldi, fatturato e credibilità». Andrea Montanelli è uno dei responsabili del consorzio Nuova Ute di Empoli. Quindici “padroncini” (ai quali si aggiungono tre dipendenti) che trasportano merci prevalentemente nel centro-nord dell’Italia. «I nostri camion sono fermi da due giorni, ci sono aziende - nostre clienti - che per colpa della mancata consegna hanno dovuto bloccare la produzione. È una situazione caotica, non si capisce perché viene vietato l’accesso all’autostrada». Il provvedimento di prefiltraggio è inserito nel “Piano neve” messo a punto dopo l’inferno del 17 dicembre 2010. In pratica si vuole evitare che gli autotrasportatori si avventurino senza catene nei tratti innevati, visto che l’operazione di montaggio è piuttosto complicata e spesso spinge chi è al volante a “provarci”: «Basta che una bisarca finisca di traverso in autostrada - fanno sapere dalla Città - ed è il caos». Ma gli addetti ai lavori non ci stanno: «Questo provvedimento - rimarca Montanelli - è lo specchio dell’arretratezza dell’Italia. In un Paese moderno non si cerca di risolvere un problema in questo modo. Non si blocca tutto per un po’ di neve sull’Appennino, bisogna comunque garantire la possibilità di lavorare. E invece si dice semplicemente “state a casa”. Complimenti».
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Il grido d’allarme. Al fianco del Consorzio e di tutte le aziende penalizzate da prefiltraggi e autostrada chiusa, c’è anche la Cna dell’Empolese Valdelsa: «Questi provvedimenti sono estremamente penalizzanti e senza senso - sottolinea la coordinatrice Elena Bardi - anche perché si va a colpire la categoria che teoricamente è più attenta alla sicurezza. Perché chi trascorre sulla strada buona parte delle sue giornate è portato a prendere tutte le misure per garantire la propria incolumità e quella degli altri. Soltanto una piccolissima percentuale di questi lavoratori non rispetta le regole. E non è giusto colpire tutti, peraltro in un momento già così difficile per l’economia. Semmai i controlli di questo tipo andrebbero fatti con maggiore attenzione sugli automobilisti, per verificare se viaggiano con i pneumatici invernali o se almeno hanno a bordo le catene da neve. Perché molto spesso il caos sulle strade - conclude Elena Bardi della Confederazione nazionale dell’artigianato - deriva proprio dal mancato rispetto di queste regole e non dal comportamento degli autotrasportatori».
La replica. «Il sistema ha funzionato. I disagi sono inevitabili, ma sono necessari pazienza e spirito di collaborazione da parte di tutti». L’ingegnere Carlo Ferrante della Città Metropolitana respinge con forza le critiche e promuove il provvedimento di prefiltraggio che ha evitato il caos in autostrada durante la nevicata.
Nel mirino degli automobilisti c’è la scelta di bloccare i mezzi pesanti al Terrafino, con gravi ripercussioni sul traffico in Fi-Pi-Li: «Lo svincolo di Empoli Ovest per questo tipo di operazione è stato scelto per una serie di motivi, in fase di redazione del “Piano neve” messo a punto dopo il caos del 2010. Innanzitutto perché è baricentrico: non troppo vicino a Firenze, ma neanche così distante. Poi ci garantisce la possibilità di stoccare nella zona industriale i mezzi in uscita dalla Fi-Pi-Li. Inoltre, proprio a ridosso dello svincolo, c’è la sala operativa della Avr, l’azienda che si occupa del “global service” di gestione e manutenzione della superstrada».
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Per tutti questi motivi, in caso di neve sull’Appennino, gli automobilisti che viaggiano sulla Fi-Pi-Li (anche con il sole, o magari sotto la pioggia), devono abituarsi a fare i conti con il prefilatraggio (e le code): «Bisogna guardare e giudicare questo sistema in maniera più ampia. E dobbiamo considerare che tanti camionisti in arrivo da Sud cercano di aggirare i divieti, raggiungendo Firenze attraverso la Fi-Pi-Li anziché con l’autostrada. Ma noi dobbiamo impedire che arrivino in massa a Scandicci, altrimenti si crea un blocco completo della circolazione. È evidente che gli automobilisti vengono penalizzati, ma di fronte a un’emergenza - conclude Ferrante - c’è bisogno di collaborazione».
Sull’argomento è intervenuto anche Angelo Bassi, consigliere delegato della protezione civile della Città Metropolitana di Firenze: «Quando per le cattive condizioni meteorologiche generali, con codice rosso o nero, viene bloccato il transito dei mezzi pesanti sulla A1 in direzione Nord (verso la Pianura Padana), automaticamente si decreta il blocco dei mezzi pesanti sulla Firenze-Pisa-Livorno a Empoli Ovest e questo indipendentemente dalle condizioni meteo positive sulla superstrada».
Questo tipo di intervento «fa parte di una serie di modifiche al "protocollo neve" adottate in seguito alla nevicata del 2010 perché consente di limitare i disagi sul nodo di Firenze ed in particolare sull'immissione dei veicoli in autostrada a Firenze Scandicci. Questo filtraggio, purtroppo, crea inevitabili rallentamenti sulla direttrice interessata della Fi-Pi-Li che, peraltro, presenta solo due corsie per direzione di marcia, senza corsia di emergenza»
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