Il presidio
La stazione di Empoli nel degrado e rifugio per clochard
Utenti accolti anche da guano di piccione, ratti e fili scoperti nel sottopassaggio. Esercenti e pendolari: «Scarsa sicurezza, servono più controlli»
EMPOLI. Le stazioni sono considerate, in ogni città, dei porti di mare dove persone arrivano e partono ogni giorno. Spesso e volentieri in quei pochi minuti (o alcune ore) che si trascorrono nei pressi delle stazioni si possono notare sia i casi di mera sporcizia sia situazioni di degrado.
La stazione di Empoli, secondo molti utenti, ha in primis un problema a livello di sicurezza: pochi controlli da parte della polizia e soggetti tutt’altro che raccomandabili che durante le prime ore del mattino e la sera tardi - approfittando degli scarsi controlli - non consentono agli utenti di stare tranquilli.
L’altro problema è quello dei clochard che, sempre più numerosi, riescono a trovare riparo e un posto dove dormire sul retro del plesso che ospita la Croce Rossa collocandosi con i loro materassi in una piccola nicchia ricavata tra la parete dell’edificio ed una transenna in metallo. Giovedì 29 gennaio - per esempio - in pieno giorno ce n’erano due.
«Quest’edificio è di proprietà di Rfi (Rete ferroviaria italiana, ndc) e noi lo abbiamo preso in affitto da un paio di anni a questa parte - sottolinea Claudio Chiappone della Croce Rossa -. Spesso abbiamo contattato la Polfer per far allontanare i clochard dal cortile. Ma pochi giorni dopo l’intervento degli agenti ritroviamo nuovamente le persone a dormire nel solito posto. Questo accade non solamente durante la notte ma anche in pieno giorno, come potete vedere».
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La situazione di abbandono di tutta l’area viene notata, quotidianamente, da molti pendolari ma anche da coloro che, all’interno della stazione, hanno un’attività commerciale o comunque ci lavorano.
Il guano di piccione è disseminato un po’ ovunque (soprattutto nel retro della Croce Rossa); nel sottopassaggio che porta ai binari da 2 al 5 ci sono fili degli impianti non protetti e gli avvistamenti di grossi ratti che passeggiano indisturbati sono ormai all’ordine del giorno.
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Insomma, un “biglietto da visita” tutt’altro che esaltante per chi arriva in città: «Purtroppo la polizia ferroviaria non fa molti controlli specialmente negli più a rischio, come la mattina presto e la sera tardi – spiega una dipendente del Cafè Moka – ad esempio per noi che arriviamo qui alle 5 diventa un problema aprire da sole visto che non ci sono le forze dell’ordine».
«La mattina presto infatti - spiega ancora - in stazione ci sono molti nomadi e persone che dormano qui e nemmeno una guardia per tutelare i lavoratori e gli utenti. Dalle 17 in poi la situazione si ripropone perché non c’è più nessuno della Polfer in servizio. Ed è impossibile sentirsi tranquilli in un contesto di questo genere».
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