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Il bar Boccaccio donato alla casa di riposo Giglioli
Questa la decisione dei dieci soci che avevano fondato l’associazione nel 1956 I proventi che arriveranno dal locale reinvestiti per l’assistenza degli anziani
CERTALDO. Lo hanno costruito pezzo per pezzo, mattone per mattone e adesso il Bar Boccaccio è stato donato gratuitamente dall'associazione Casa del popolo Giovanni Boccaccio' al centro Egiziano Giglioli di Certaldo. La storica associazione, fondata nel 1956, con 10 soci all'attivo, ha deciso di regalare alla comunità una struttura che, oltre ad essere un bar è anche un circolo Arci e luogo di ritrovo per cittadini e turisti del borgo alto. Non ci saranno cambiamenti ma solo collaborazione e volontà di far crescere i locali.
Un gesto che viene dal cuore per un immobile dal valore stimato di 300mila euro. Il locale comincia a muovere i primi passi nel 1956 quando, dopo la nascita dell'associazione, si decise di dar vita a un luogo di ritrovo nel borgo alto. La stessa associazione decise di comprare quei fondi. Sono 10 i soci che hanno ricevuto un attestato ed inseriti nell'elenco dei 'benemeriti' come benefattori: Valdemaro Maccianti, Vasco Bandini, Paolo Bandinelli, Paolo Pagni, Antonio Posarelli, Vincenzo Romano, Michele Romano, Fabrizio Zanoboni, Franco Chelli e Alvaro Bandinelli. Il locale fu costruito con materiali che si trovavano nei depositi e nelle campagne, oltre all'aiuto di aziende che poi sarebbero diventate nel tempo eccellenze del territorio. I tavoli vennero realizzati con le casse che contenevano le bombe della seconda guerra mondiale, mentre tutte le attrezzature per il bar furono acquistate dalla storica azienda di gelati Menne. Sono tanti i ricordi del presidente Vasco Bandini che ricorda perfettamente quegli anni. Epoche dove le associazioni avevano varia natura: sociale, politica oppure semplicemente per dar vita a un nuovo corso dopo gli anni difficili della seconda guerra mondiale. Molti abitanti di Certaldo alto si sono susseguiti nel lavorare alla costruzione e poi alla gestione dei locali. Ci lavorarono in tanti, da semplici cittadini fino ai partigiani. Adesso la gestione non cambierà. Il presidente del centro Giglioli, l'avvocato Ramerini, è entusiasta: «E' stato un fulmine a ciel sereno e noi non finiremo mai di ringraziare l'associazione Casa del Popolo». Con questa operazione così i 10 soci rimasti hanno deciso di sciogliere l'associazione, atto ufficializzato il 15 gennaio. In una lettera inviata ai soci da parte del Centro Giglioli il presidente Ramerini spiega che «i proventi derivanti dall'utilizzo di tale locale, saranno destinati al sostentamento e al finanziamento dell'attività principale e istituzionale: l'assistenza a persone in stato di bisogno, in prevalenza anziane. Il vostro atto di donazione, pertanto, avrà positivi risvolti economici anche per gli esercizi futuri e in favore della cittadinanza intera».
Giacomo Bertelli
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