Il Tirreno

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In delegazione dal sindaco contro i pitbull lasciati liberi

Marco Sabia
Il cane azzannato a Fucecchio
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Il cane azzannato a Fucecchio

Dopo l’aggressione al meticcio e alla sua proprietaria, a Fucecchio i residenti della zona via Banti-via Mariotti
hanno iniziato una raccolta di firme perché sono stati segnalati altri ferimenti di animali

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FUCECCHIO. Sono andati pure dal sindaco Alessio Spinelli i residenti di via Banti - via Mariotti , per trovare una soluzione rispetto alla situazione di pericolo rappresentata dai due cani pitbull che hanno aggredito un meticcio di nove anni, spedendolo dal veterinario con ferite molto rilevanti all'addome. Un gruppetto di residenti di via Banti (che confina con via Mariotti teatro dell'aggressione di ieri) sono stati infatti nella mattinata nell'ufficio del primo cittadino, che ha promesso loro soluzioni in tempi brevi, in modo tale che i cittadini non continuino a vivere con la paura. Questo perché il quartiere si è ribellato, più verso i padroni che verso i due cani, che probabilmente in quel momento hanno soltanto seguito un loro istinto. Però va anche detto che se non fosse intervenuta la padrona (un'anziana signora) armata di scopettone ed incoscienza, per il meticcio - di nome Houdini - forse non ci sarebbe stato nulla da fare. E la donna si è anche ferita, seppur lievemente.

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Quello che ha fatto arrabbiare gli abitanti è il fatto che non si tratterebbe della prima aggressione da parte dei due pitbull, che non molti giorni fa avrebbero ucciso un gatto e la sera di Natale avrebbero colpito un altro cane in compagnia del suo padrone. In poche parole permane la paura che i due animali in questione scappino di nuovo e azzannino qualche altro cane. Oppure una persona. O - ancora peggio - un bambino. E' un argomento molto delicato, perché da decenni si discute sull'indole innatamente aggressiva o meno di certe razze di cani. Il pitbull è forse la più conosciuta fra queste. Nel 2009 venne emanata una lista delle razze cosiddette pericolose, a firma dell'allora sottosegretario alla Salute Francesca Martini. Tra queste c'era anche il pitbull, oltre al rottweiler, il dogo canario, il mastino napoletano o il bulldog americano, per fare qualche esempio. Ma il mondo veterinario e cinofilo si ribellò, parlando di assenza di prove scientifiche in merito necessarie per attribuire una maggiore aggressività ad un cane in base alla sua razza di appartenenza.

Naturalmente le motivazioni possono essere le più disparate e soggettive, il carattere del cane unito all'ambiente circostante, possono determinare lo scatenarsi di manifestazioni aggressive tipiche e specifiche caratteristiche di quel soggetto. Ed è dimostrato che, variando anche solo sensibilmente lo scenario, molti atteggiamenti aggressivi si sopiscono e, in molti casi, scompaiono. Nel frattempo sul web le persone continuano a dividersi: chi parla di cani che pagheranno per colpe dei padroni, chi della naturale aggressività dei pitbull (e chi la nega), chi della necessità di rieducare i due animali e chi dell'incoscienza - seppur a fin di bene - dell'anziana padrona, che si è buttata nel mezzo ad una lotta fra animali.
 

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