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Stop di nove mesi, Ulissi tornerà in sella a marzo

Il ciclista Diego Ulissi
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Il ciclista Diego Ulissi

Il ciclista cresciuto nell'Uc di Empoli e spicchiese d'adozione era risultato positivo al Giro d'Italia. Il suo team Lampre-Merida prende tempo per valutare le implicazioni

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EMPOLI. “Ora posso guardare avanti, programmando la ripresa dell’attività agonistica”. Si riapre la strada per il corridore di Castagneto Carducci Diego Ulissi, cresciuto nell’Uc Empolese e spiecchiese d’adozione (nella frazione vinciana c’è anche un club a lui dedicato), dopo le incertezze sulla sua squalifica.

Squalifica di nove mesi, con decorrenza dal 25 giugno 2014 e possibilità di rientro alle competizioni a partire dal 28 marzo 2015. È quanto deciso dalla Swiss Olympic Association, la Camera Disciplinare svizzera, sul caso del ciclista 25enne risultato positivo al salbutamolo in un controllo effettuato durante l’ultimo Giro d’Italia, al termine dell’undicesima tappa del 21 maggio 2014.

Lo stop prende il via proprio nel giorno in cui il toscano fu fermato. «Oggi finisce un lungo periodo di attesa, certamente per me non facile - è il testo di una nota affidata da Ulissi al suo team, la Lampre-Merida -. Ritengo importante sottolineare come sia stato riconosciuto che non ho agito con l'intento di alterare le mie prestazione, ma che sia stato stabilito che ho commesso una negligenza, della quale ovviamente mi dispiaccio, soprattutto per il relativo danno causato alla mia squadra. Dal team ho sempre ricevuto un grande supporto, pari a quello della mia famiglia. Mi fa piacere che, alla luce della sentenza, le mie vittorie mantengano il loro valore».

La Lampre-Merida non ha ancora un'idea chiara su come affrontare il caso Ulissi. «Il team - si legge in un comunicato della formazione del World Tour di Saronni - prende atto del provvedimento, sottolineando come la sentenza abbia stabilito che l'atleta, nel suo operato, abbia agito con negligenza senza però avere volontà di migliorare le proprie prestazioni agonistiche, così come accertato dall'antidoping svizzera. Alla luce di questo, il team esprime la propria vicinanza al corridore, prendendo allo stesso tempo alcuni giorni per valutare meglio, assieme all'equipe medica di squadra, la situazione e le varie implicazioni».
 

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