Il presidio
Asilo nido aziendale low cost per i figli dei dipendenti
Può ospitare 24 bimbi con una retta mensile di 250 euro. In arrivo anche maxi-mensa e lavanderia Castellacci: «I lavoratori sono il nostro patrimonio, fondamentale aiutarli nella vita di tutti i giorni»
EMPOLI. Un nido aziendale in grado di accogliere fino a ventiquattro bambini. Presto sarà ampliata la mensa, per portarla a una capienza di quattrocento posti (inaugurazione ad aprile). E in progetto c'è anche la realizzazione di una lavanderia. Una serie di servizi voluti dalla Sesa di Empoli per supportare i dipendenti nella vita di tutti i giorni: «Perché sono bravi e se lo meritano, rappresentano uno dei segreti del nostro successo. I dipendenti sono il nostro patrimonio. Trascorrono qui buona parte delle loro giornate. L’idea di avere il figlio in una struttura a due passi dal posto di lavoro li agevolerà sul piano logistico, oltre a dare loro maggiore tranquillità». Il presidente del Gruppo, Paolo Castellacci (accompagnato dall’amministratore delegato Alessandro Fabbroni) taglia il nastro della nuova struttura insieme al sindaco Brenda Barnini e spiega così la scelta di realizzare una struttura all’avanguardia a fianco delle sede di via Piovola.
Un nido di duecentocinquanta metri quadrati (e altri quattrocento all’esterno) che sarà decisamente low-cost per i dipendenti: «In media - prosegue Castellacci - le rette mensili si aggirano sui 5-600 euro. Da noi ne pagheranno duecentocinquanta, e se ci sarà un ulteriore margine la spesa verrà ulteriormente ridotta. Tutto questo grazie alla Fondazione che abbiamo costituito proprio con l’obiettivo di aiutare le famiglie dei nostri dipendenti, nella quale continueremo a investire, oltre a raccogliere fondi con il cinque per mille».
La Sesa, azienda leader nello sviluppo e fornitura di software e servizi informatici alle imprese (attraverso Var Group) e nella distribuzione di prodotti (con la Computer Gross), conta un migliaio di dipendenti (il 45% sono donne), il 70% dei quali concentrati nella sede empolese di via Piovola, la cui età media si aggira sui trentacinque anni, con la particolarità che il 95,8% hanno un contratto a tempo indeterminato.
L’azienda in passato aveva stipulato una convenzione con il nido Baobab di Villanova, gestito da una cooperativa. Ora la struttura è stata chiusa e tutti i bambini trasferiti (compresi quelli che non sono figli di dipendenti Sesa, fino a giugno) trasferiti nel nido aziendale. Al momento sono quattordici, con due insegnanti, un’aiutante, una direttrice amministrativa e un’addetta a cucina e pulizie. Ma presto ne arriveranno altri, fino a raggiungere la soglia massima consentita di ventiquattro. Al taglio del nastro anche il sindaco Brenda Barnini: «Qui si produce lavoro di qualità e si pensa a come facilitare e migliorare la vita delle persone e delle famiglie che vi gravitano. È il primo nido aziendale nella nostra città, complimenti alla Sesa per aver creduto in questo progetto e aver investito in un servizio che si configura come un modello di un nuovo welfare aziendale. Anche perché – oltre ad aiutare i suoi dipendenti – dà anche una mano al servizio pubblico, facendosi carico di 24 bimbi».
Pur trattandosi di una struttura privata, il Comune di Empoli ha avuto un ruolo di supervisore per il rispetto delle normative regionali a livello strutturale e pedagogico, attraverso Riccardo Gambini e Roberta Cardini del Servizio scuola: «Abbiamo il compito di vigilanza e controllo su questo tipo di strutture. E accompagneremo la richiesta di accreditamento».
Perché teoricamente il nido della Sesa potrebbe ospitare anche i bambini della graduatoria pubblica, ma difficilmente ci sarà posto. «Ringraziamo il Comune – sottolinea Paola Castellacci, amministratore delegato di Var Group – che ha mostrato una grande sensibilità, permettendoci di realizzare il nido in appena tre mesi».
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