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Pronta una casa di legno per le attività del Centro ragazzi autistici
A Fucecchio dopo i danni dovuti a un fulmine ora si potrà sfruttare una struttura accanto all'edificio in ristrutturazione
FUCECCHIO. E' arrivata - dopo due mesi esatti dal fulmine - la "casina" di Ventignano, quella struttura in legno da affiancare all'immobile danneggiato dalla saetta del 10 novembre scorso. Il prefabbricato è già stato piazzato e entro il 31 gennaio (giorno dell'inaugurazione) i lavori saranno terminati. La "casina" avrà più di una funzione: magazzino, mensa e laboratorio, tanto per dirne qualcuna. Misura 50 metri quadri, con l'aggiunta di altri quindici di veranda. Servirà anche per ampliare il numero dei ragazzi che vi lavorano, che dal primo febbraio passeranno da nove a quindici unità, coordinati dagli operatori della cooperativa agricola Sinergic@.
La struttura in legno è costata circa 20.000 euro e ne serviranno verosimilmente altrettanti per completare tutti i lavori di adeguamento, compreso l'allacciamento di luce e gas. La ditta Tosi di Perignano, che ha realizzato la casetta, ha terminato i lavori. Ora inizieranno i lavori di finitura interna per portare l'acqua, la luce e climatizzare l'ambiente e dal 1° febbraio i ragazzi potranno disporre di questa nuova struttura per le loro attività. Per marzo, invece, si vorrebbero terminare i lavori nell'immobile vero e proprio, nel quale ad oggi stanno lavorando gli elettricisti. I danni sono gli occhi di tutti, anche se ciò che più sconforta si trova dentro:l'impianto elettrico non esiste praticamente più, le pareti sono ancora sporche per i principi d'incendio e nel giardino si trovano tuttora i pezzi volati quel giorno, che per fortuna non colpirono nessuno.
Presto anche la Casa verrà comunque riaperta e il giorno del fulmine a Ventignano potrà essere ricordato come un giorno tragico da cui però è partita una spinta eccezionale, forse la più forte che i nostri ragazzi abbiano mai avuto. « Da quel giorno - ha sottolineato il presidente di Autismo Toscana Marino Lupi - si è scatenato un moto di solidarietà per aiutare questi ragazzi. Le persone mi fermano per strada per dirmi che vorrebbero darci una mano, anche pochi euro, che sono sempre ben accetti. Per questo appena finiti i lavori appenderemo una bacheca dove compariranno i nomi di chi c'ha aiutato, che siano stati quindici o 15.000 euro. I ragazzi vogliono stare qui, passano bene le giornate e si sentono responsabilizzati. Quello che è accaduto ha creato un paradosso, perché c'ha fatto conoscere oltre i nostri confini, tanto che stiamo cercando di collaborare con altre associazioni simili alla nostra. Se questa nuova "casina" è qua il merito va a tutte le persone che hanno contribuito a vario titolo. Grazie a tutti, ora sarà nostra responsabilità portare a termine i lavori».
In effetti c'è da sottolineare che la solidarietà scaturita da quell'evento così calamitoso è stata - ed è - molto ingente e trasversale. Non succede sempre così. Evidentemente in questo caso le persone sono state mosse dal fatto che ad essere colpiti sono stati dei ragazzi che già avevano evidenti bisogni per le loro disabilità. Per altri eventi calamitosi - come ad esempio il tornado di Stabbia - la macchina della solidarietà ha stentato a partire, registrando anche flop inaspettati. Ma qui no. Forse perché non sarebbe stato giusto che - per un fulmine casuale - i progetti e i sogni di questi ragazzi venissero spezzati senza motivo alcuno.
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