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Le tasse slittano di soli sei giorni, comitato sul piede di guerra
Il portavoce sulla decisione del Ministero: "Siamo senza parole, i contribuenti vengono trattati come se fossero in una novella boccaccesca. E' una beffa"
CERRETO GUIDI. "Siamo senza parole, i contribuenti vengono trattati come se fossero in una novella boccaccesca. E' una beffa". Cosi' il comitato degli imprenditori di Stabbia, frazione di Cerreto Guidi, zona colpita da un tornado lo scorso 19 settembre, commenta il provvedimento del Mef che prevede in un'unica soluzione, entro il 22 dicembre prossimo, i versamenti tributari nei Comuni colpiti dalle alluvioni nei mesi scorsi.
Il comitato riunisce un centinaio di aziende della zona colpita dal maltempo. "Si tratta di una beffa - spiega Simone Sardelli per conto del comitato - che si aggiunge al fatto che il decreto per la sospensione dei pagamenti dal 19 settembre al 20 dicembre fu emesso soltanto il 5 dicembre e pubblicato in Gazzetta ufficiale addirittura l'11 dicembre. Gli imprenditori non meritano un tale trattamento, speravamo che la scadenza venisse portata almeno ai primi mesi del 2015". Altri comuni dell'Empolese che subirono danni dal tornado furono Capraia e Limite, Fucecchio, Vinci e Montelupo.
Per cui pare essere arrivata alla fine la questione tributi, che ha riguardato soltanto in Toscana ben 41 Comuni, alcuni dei quali solo leggermente sfiorati da pioggia, vento e grandine. Nel testo del documento si parla di "residenza o sede operativa nel luogo colpito" per beneficiare della sospensione, quindi in teoria tutti potranno rinviare i pagamenti, ma di soli sei giorni. Alla fine dei conti si crea un paradosso: da una parte alcuni cittadini - nemmeno colpiti - avranno la possibilità di ritardare i pagamenti, dall'altra pare che i Comuni abbiano spinto affinché non si rinviassero più di tanto i pagamenti, perché con una sospensione aperta a tutti si rischiava di mettere in ginocchio i vari bilanci degli enti territoriali che si sarebbero visti privati dei proventi delle imposte, comprese quelle locali, che invece ad oggi saranno rinviate di sei giorni. Verrebbe da dire, volendo sdrammatizzare ma con una punta d'amarezza, che a qualcuno il pranzo di Natale andrà di traverso.
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