Il presidio
Stop ai servizi notturni dei vigili per la mancanza di ricetrasmittenti
Da due anni gli agenti sono in attesa di apparecchi e frequenze ma i soldi sono serviti per le frane. Congelati i controlli: «Così non c’è sicurezza». Il delegato Spinelli: «Tutto ok entro due mesi»
EMPOLI. Le radio ricetrasmittenti sono fuori uso e quelle nuove, che dovrebbero viaggiare su un’unica frequenza in tutto il circondario non sono ancora disponibili. E così i le pattuglie sono costrette a comunicare tra loro e con la sala operativa esclusivamente coi cellulari. Ma così vengono a mancare le condizioni minime di sicurezza. E allora gli agenti della polizia municipale dell’Unione dei Comuni hanno deciso di sospendere i servizi notturni, che tanto erano stati sbandierati dagli amministratori in fase di “lancio” della gestione unica del servizio. Uno stop che andrà avanti per almeno un paio di mesi, e cioè fino a quando non sarà completato l’iter della gara per il noleggio degli apparecchi.
La scossa. Le ricetrasmittenti sonol’emblema di un progetto, quello della polizia municipale unica, che è rimasto al palo. Un po’ come tutta l’operazione-Unione, che proprio un mese fa aveva spinto il sindaco di Montespertoli Giulio Mangani a lanciare una sorta di ultimatum ai colleghi: «O a gennaio si va avanti o rimetto le mie deleghe». La “scossa” sembrerebbe avere avuto degli effetti, al punto che nell’ultima seduta la giunta ha messo a punto una sorta di tabella di marcia per far finalmente decollare, l’Unione dei Comuni.
Il nodo. La gestione associata della polizia municipale (insieme al sociale e alla protezione civile) è scattata il 1º gennaio 2013, con l’obiettivo di garantire un servizio più efficiente e meno costoso grazie alla sinergia tra gli oltre 100 agenti degli undici Comuni per un territorio di oltre 170mila abitanti. Ma poi le cose sono andate diversamente. E, di fatto, i servizi integrati sono limitati ai grandi eventi e ai giorni festivi, mentre a livello di uffici è stato accentrato soltanto quello che si occupa della gestione delle contravvenzioni. Un iter lento, dovuto a diversi fattori: la carenza di risorse, l’immobilismo degli ultimi mesi prima delle elezioni amministrative, poi la scelta del nuovo comandante, con il passaggio di testimone tra Massimo Migliorini e Annalisa Maritan, che si è insediata da poche settimane (dopo l’interim di Roberto Dini) e che ora ha il compito - insieme agli amministratori - di far finalmente decollare il progetto.
Niente radio. È quello che si aspettano anche gli agenti, che in questi due anni hanno navigato un po’ a vista e che ora si aspettano di lavorare in un contesto più chiaro. Nell’attesa hanno deciso di non fare più i servizi notturni, che venivano effettuati con più pattuglie contemporaneamente dislocate sul territorio (coordinate dalla centrale operativa) con controlli su velocità, Rc auto, ma anche con l’etilometro, fino ai rilievi degli incidenti, in modo da “liberare” le pattuglie di polizia e carabinieri e impegnarle esclusivamente nei servizi di prevenzione. Senza le ricetrasmittenti - sostengono gli agenti - viene meno la sicurezza.
Il piano. Al momento del lancio della gestione associata i vecchi apparecchi in dotazione ai singoli comandi furono ritirati perché non erano più a norma. L’Unione nel 2013 stanziò 100mila euro per l’acquisto di nuove frequenze e apparecchiature. Ma poi quei soldi furono utilizzati per gli interventi di somma urgenza in seguito a frane e smottamenti che avevano messo ko le strade del circondario. Ora la giunta ha reperito nuove risorse, scegliendo la strada del noleggio (che costerà 30mila euro). «La gara – spiega il delegato alla polizia municipale Alessio Spinelli – è in corso, tra un paio di mesi il sistema funzionerà regolarmente. Intanto abbiamo approvato in giunta la tabella di marcia per il rilancio dell’Unione. Il primo passo è la creazione di una centrale unica per gli acquisti: l’obiettivo è portare la convenzione nei consigli comunali entro la fine di gennaio. Poi toccherà a ufficio unico del personale e centro di elaborazione dati, che vogliamo realizzare entro sei mesi. È il momento di accelerare, di investire. Dopo lo sfogo di Mangani ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso di lavorare sodo, tutti insieme, in questa direzione. Ora dobbiamo investire in termini di forze e risorse; poi, nel tempo, si vedranno i benefici».
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