Italia
In allarme 200 lavoratori del settore rifiuti e acqua
Con la prossima riorganizzazione delle aziende partecipate si temono tagli tra gli addetti de Le Soluzioni, a breve un confronto con la dirigenza
EMPOLI. Grande preoccupazione che interessa Le Soluzioni scrl, società di scopo con sede a Empoli le cui quote sono detenute da diverse azienda partecipate che operano nel campo dei servizi idrici e ambientali in diverse province toscane. Ieri mattina i circa 180 lavoratori si sono riuniti in assemblea sindacale per parlarne.
I nodi a cui tale preoccupazione è legata riguardano l’affidamento del servizio dei rifiuti per i prossimi venti anni ad un gestore unico per l’intera Ato della Toscana Centro e il progetto di affidamento del servizio idrico ad un unico soggetto a livello regionale. Questioni queste che porterebbero – è questo il timore – ad una riorganizzazione interna che potrebbe penalizzare alcuni dipendenti, molti dei quali sono precari con contratti a tempo determinato. Sulla vicenda il presidente del consiglio di amministrazione Vassili Campatelli preferisce non rispondere e si trincera dietro ad un laconico “no comment”. L’allarme più forte lo ha lanciato l’Unione sindacale di base che in un comunicato ha parlato di “telefonate allarmanti in materia di possibili licenziamenti, cessione attività, possibile utilizzo di lavoro interinale e fantomatiche nuove srl in cui far confluire il personale”. Lo stesso responsabile Usb per Publiacqua, Luciano D’Antonio, spiega che «parlando con alcuni lavoratori emergono grosse incognite, in particolare riguardo ai tantissimi precari in azienda. La nostra richiesta è di reinternalizzare le attività affidate alle società di scopo, con relativa assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori». Una preoccupazione rilanciata anche dalla Cgil, che ha ottenuto la maggioranza nella Rsu aziendale. «Stamani (ieri ndr) si è tenuta un’assemblea dei lavoratori che ha trattato diversi temi – afferma Giuseppe Dentato, della Filctem-Cgil – tra questi c’è anche il futuro assetto della società. Martedì prossimo avremo un incontro con la dirigenza de Le Soluzioni, in cui ci aspettiamo che ci venga spiegato se e come si procederà ad una riorganizzazione. Ad oggi la discussione è aperta, anche se le nostre condizioni saranno sempre il mantenimento dei posti, la garanzia delle condizioni di lavoro e la salvaguardia della territorialità della gestione».
Non è un mistero, a questo proposito, che rifiuti e acqua siano due settori che nel prossimo futuro saranno soggetti ad una profonda riforma a livello territoriale e non solo. Per quanto riguarda i servizi legati alla gestione dei rifiuti, il 7 novembre scorso è scaduto il termine per la presentazione delle domande al bando lanciato dall’Ato Toscana Centro (che racchiude le province di Firenze, Pistotia e Prato) che assegnerà la gestione del servizio per i prossimi venti anni. A contendersi lo “scettro”, per un valore stimato di poco meno di 300 milioni di euro, sono due soggetti. Da una parte c’è la cordata delle partecipate territoriali, riunite in un raggruppamento temporaneo di impresa: Quadrifoglio ( società di Firenze), Asm (che gestisce l’area di Prato), Publiambiente (che opera su Empolese Valdelsa e Pistoia), Cis (che serve i comuni di Agliana, Quarrata e Montale). A queste si aggiungerà in un secondo momento anche l'Aer di Pontassieve. Dall’altra, invece l’azienda Sei Ambiente Toscana, che si è già aggiudicata la gara per la gestione del servizio nell’Ato Toscana Sud (per le province di Arezzo, Grosseto e Siena). Il pronunciamento dovrebbe arrivare entro febbraio 2015.
In ogni caso entrambe le parti hanno sottoscritto – dal momento che era stata inserita nel bando - una clausola che garantirà per cinque anni l'occupazione ai duemila lavoratori del raggruppamento. L’altra partita, quella relativa al servizio idrico, non è ancora ufficialmente iniziata. Anche se le voci su un possibile affidamento dell’intera gestione regionale ad un unico soggetto si rincorrono da mesi. Secondo l’impostazione dettata dal governo Renzi nella Legge di stabilità, e ripresa dal segretario regionale del Pd Dario Parrini e da diversi amministratori locali toscani, il servizio verrebbe affidato ad una multi utility, che con ogni probabilità sarebbe Acea. L’ex municipalizzata romana (tutt’ora detenuta per il 51% da Roma Capitale e per il resto da privati tra cui Gaetano Caltagirone e Suez Environment) ha già quote di partecipazione in molte società toscane, tra cui anche Acque spa. I Comuni entrerebbero – ancora non è chiaro con quale peso - rilevando quote detenute da Roma Capitale. Sull’operazione, però, pesano molte perplessità, come quelle del Forum toscano dell’Acqua che parla di un “ulteriore tradimento del referendum”, della politica (Sel e Prc in primis) e delle organizzazioni sindacali, tra cui appunto Usb e Cgil. «Abbiamo forti dubbi – attacca Dentato – che le scelte sul sistema idrico toscano vengano prese fuori dal territorio e con un controllo pubblico depotenziato».
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