Oltre un milione per i danni, solo Rossi risponde al Comitato
Per Cerreto Guidi silenzio del governo e dei parlamentari sulla sospensione delle tasse alle imprese colpite dal tornado. La Regione liquiderà il 60% del bonus sociale alle famiglie con i redditi più bassi
CERRETO GUIDI. I telegrammi inviati dal comitato "Insieme per la ricostruzione" hanno avuto finalmente una risposta, almeno per quanto riguarda la Regione Toscana e il presidente Enrico Rossi. Silenzio assoluto, invece, da tutti gli altri soggetti coinvolti: la presidenza del consiglio, il sottosegretario alla presidenza, il ministro dell'economia e i presidenti dei gruppi parlamentari. La Regione, nella risposta alla coordinatrice del comitato Patrizia Lupi, ha promesso a breve la liquidazione pari al sessanta per cento di quanto indicato dal Comune di Cerreto Guidi per il cosiddetto "bonus sociale" di massimo 5mila euro per le famiglie con indicatore Isee minore ai 36mila euro. Il Comune, che ha indicato 376 nuclei familiari come papabili beneficiari, ha stimato in 1.880.000 euro come cifra totale per le suddette famiglie.
La Regione, a sua volta, corrisponderà a stretto giro di posta il 60% dell'ammontare, pari a circa un milione e centoventimila euro. Questi soldi potranno coprire parte delle spese affrontate dalle famiglie nelle urgenze abitative che si sono verificate nei giorni successivi al downburst. Molte case, infatti, vennero praticamente scoperchiate, per cui la riparazione del tetto era la prima missione da portare a termine.
Nulla, invece, per quanto riguarda la tanto richiesta di sospensione o quantomeno dilazione delle imposte (statali e non), per la quale il consiglio dei ministri aveva chiesto al ministro dell'economia Padoan di muoversi in tal senso. Un' istanza che, a quanto pare, non è stata esaudita, nonostante le rassicurazioni delle tante autorità politiche passate da Stabbia nei giorni dell'emergenza.
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Per questo gli imprenditori stanno tuttora protestando, perché hanno dovuto pagare le tasse come le altre imprese non danneggiate da calamità di vario tipo. La scadenza fiscale era prevista per lunedì scorso e qualcuno ha volontariamente deciso di non pagare mentre chi lo ha fatto ha dovuto attingere alle ultime risorse oppure ha dovuto accendere mutui o finanziamenti.
Lo stato di emergenza nazionale è stato dichiarato lo scorso 23 ottobre dal consiglio dei ministri, che ha predisposto tre milioni e duecentocinquantamila euro da spalmare su cinque province toscane, delle quali si sta occupando il commissario Antonino Melara per decidere i primi interventi, che riguarderanno l'aspetto pubblico dei danni. Questi soldi ancora non sono arrivati, anche perché sta continuando la ricognizione dei danni. E' palese, però, che di questa cifra i privati non vedranno niente, almeno finché non si dia il via libera ad una legge successiva e speciale in merito.
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