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Publiservizi, a fine anno il divorzio da 62 milioni tra Empoli e Pistoia

Publiservizi, a fine anno il divorzio da 62 milioni tra Empoli e Pistoia

Sarà pronto entro tre mesi il piano di scissione consensuale della spa “holding”. Il primo cittadino pistoiese: «Qui non avevamo bisogno di aspettare Cottarelli»

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EMPOLI. Sarà un divorzio memorabile. Consensuale, certo, ma con al centro un patrimonio da 62 milioni di euro. Entro tre mesi sarà pronto il piano di scissione di Publiservizi spa, l’azienda pubblica che controlla Publiambiente e ha partecipazioni in numerose altre società di servizio, dell’acqua e del gas. I soci dell’area Empolese Valdelsa e quelli del Pistoiese, dopo 15 anni di matrimonio, si separeranno. Il Comune di Pistoia in particolare da solo detiene il 26% del capitale della spa (che ammonta a 62 milioni), mentre i Comuni empolesi (la stessa Empoli ha il 21%, Fucecchio l’8%, Castelfiorentino il 6,4) sono l’altro polo di riferimento.

Al divorzio si è giunti sopratutto su pressione di Pistoia, che vuol riprendersi il controllo diretto su Publiambiente e invece mettere sul mercato la partecipazione in Toscana Gas, assai redditizia ma considerata non strategica. Del resto erano queste le linee programmatiche del candidato sindaco Bertinelli ed è proprio per questo che, una volta indossata la fascia da primo cittadino, Bertinelli ha scelto come presidente un giurista di primo piano in materia di diritto commerciale come Lorenzo Stanghellini.

C’è anche da dire che Publiservizi, negli anni scorsi, era cresciuta moltissimo, creando a sua volta un gran numero di società operative nei settori più disparati, dalla cogenerazione alla istallazione e gestione di reti di telecomunicazioni, alla realizzazione di parchi solari. Alcune di queste aziende hanno lasciato dietro di sé bilanci in profondo rosso. «Un processo di gemmazione spontanea che ha obbedito al Codice civile e non alle indicazioni dei consigli comunali» è il giudizio sferzante del sindaco di Pistoia. Insomma, un campione di quel «modello toscano» di gestione dei servizi che Bertinelli non ha mai nascosto di disapprovare radicalmente.

Cosa farà Pistoia delle sue partecipazioni, una volta che ne riavrà il controllo? Publiambiente rimarrà nel perimetro di Palazzo di Giano, perché le politiche ambientali sono considerate strategiche. La partecipazione in Toscana Energia (l’azienda del gas) sarà invece ceduta e con quelle risorse il Comune conta di pagare la propria parte di debiti delle società “figlie” di Publiservizi e di riacquisire partecipazioni considerate strategiche (trasporti e acqua).

Questa è la partita principale; per il resto nel campo delle società partecipate il Comune tende soprattutto a tagliare. Entro l’anno sarà messa in liquidazione l’Immobiliare XXVII Aprile (proprietaria del palazzo per uffici nell’omonima strada) e si vedranno i primi atti per il superamento di Publicontrolli, la spa delle verifiche delle caldaie. Infine, dovrebbe essere pronto il bando per la cessione delle quote della Centrale del Latte, da cui il Comune pensa di ricavare 4,3 milioni di euro. «A Pistoia – sintetizza il sindaco Bertinelli – non avevamo bisogno di Cottarelli (il commissario governativo alla spending review, che suggerisce di chiudere un quarto delle aziende partecipate dai Comuni, ndr)».

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di Redazione web