Il presidio
Una mazzata su Empoli, alla Sammontana 60 esuberi e 220 operai in cassa integrazione
Ecco le richieste che sono state fatte dall’azienda di via Tosco Romagnola di fronte agli ultimi tre bilanci in rosso. È la prima volta nei suoi sessanta anni di storia
EMPOLI. Sessanta esuberi, richiesta di tredici settimane di cassa integrazione per un massimo di 220 dipendenti, tra operai e impiegati. Un altro incubo figlio della crisi. Ma stavolta la mazzata è ancora più pesante. Non solo per i numeri sul tavolo, ma soprattutto per il nome dell’azienda: Sammontana, l’azienda-simbolo di Empoli. Per la prima volta nei suoi sessant’anni di storia, lo spettro dei licenziamenti si allunga anche sulla creatura della famiglia Bagnoli, che conta oggi quattro poli produttivi e 1.200 dipendenti, con una quota di circa il 20% del mercato dei gelati industriali in Italia ed è leader nel settore della croissanterie congelata. Ma di fronte agli ultimi tre bilanci chiusi in “rosso” i vertici dell’azienda considerano inevitabile il ricorso agli ammortizzatori sociali. E poi, il meteo-pazzo dell’estate 2014 ci ha messo del suo: il caldo torrido non è mai arrivato e la vendita dei gelati non è decollata. Anzi. E i primi risultati si erano già visti alcuni mesi fa, con il crollo delle assunzioni di stagionali. Ogni anno, nello stabilimento dell’area artigianale di Pontorme, vengono assunti tra i 200 e i 250 lavoratori stagionali in vista dell’estate. Un ingresso scaglionato che parte dal mese di maggio e che si intensifica con l’avvicinarsi della stagione calda. Stavolta le assunzioni sono calate di 50-70 unità.

Ma non basta. E i vertici della Sammontana l’hanno spiegato ai sindacati nel corso dell’incontro che si è tenuto nella sede di Confindustria a Firenze, con i sindacati Cgil e Cisl e i delegati della Rsu. Presenti i vertici aziendali, guidati dall’amministratore delegato Leonardo Bagnoli e dai responsabili del personale Marco Lupi e Carlo Villata. Che hanno spiegato di aver richiesto la cassa integrazione (a rotazione) per 220 dipendenti dello stabilimento di Empoli (dove ne lavorano circa quattrocento oltre a duecento stagionali). E su questo aspetto è stato fissato un nuovo incontro per giovedì 24 settembre. Poi le attenzioni di tutti si sposteranno sui sessanta esuberi. I sindacati – almeno per ora – preferiscono mantenere un profilo basso, ma Andrea Rufini (Rsu) ammette: «Faccio attività sindacale da vent’anni e questo è il momento più delicato. È un segnale preoccupante, ma non è il caso di perdere la calma. Purtroppo il mercato del gelato è fermo da anni e negli ultimi tempi è in calo e c’è da fare inevitabilmente i conti con questa situazione». Presente all’incontro anche Francesco Baccanelli della Flai-Cgil (Federazione lavoratori Agroindustria): «Secondo l’azienda – spiega – per tenere il passo della concorrenza deve diminuire il costo del lavoro. Di conseguenza, oltre alla cassa integrazione per un massimo di 220 dipendenti a rotazione, ci hanno parlato anche di esuberi dall’inizio del prossimo anno, ma per il momento su questo aspetto non ci sono stati forniti ulteriori particolari.
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