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Ultimi 3 bilanci chiusi in rosso «No a un’altra Richard Ginori»
EMPOLI. Tre anni tremendi. Non solo per la Sammontana, per l’intero mercato del gelato. Anzi, l’azienda della famiglia Bagnoli - dati alla mano - vanta i risultati migliori. Ma sempre in negativo....
EMPOLI. Tre anni tremendi. Non solo per la Sammontana, per l’intero mercato del gelato. Anzi, l’azienda della famiglia Bagnoli - dati alla mano - vanta i risultati migliori. Ma sempre in negativo. Parlano i numeri: nel settore bar il mercato italiano è sceso da un miliardo di porzioni (nel 2009) a 700 milioni del 2013: il calo è del 33%, Sammontana ha registrato una diminuzione del 29%.
Nei supermercati - in Italia - si passa da 2 miliardi e 340 milioni di porzioni (dato del 2009) a 2 miliardi e 226 milioni, l’anno scorso: il calo nazionale è del 5%, quello dell’azienda empolese del due. I bilanci degli ultimi 3 anni, in casa Sammontana, raccontano che il margine operativo lordo è passato da 53 milioni di euro (2009), a 28 milioni del 2013. Il risultato è stato di meno 12 milioni nel 2011; meno 1 nel 2012 e meno 2 l’anno scorso. È stato fatto un taglio sui costi fissi: erano 114 milioni di euro 3 anni fa, sono arrivati a 105 nell’ultimo bilancio. Ma non sono bastati. Per dare sicurezza all’azienda, i manager e gli analisti di Sammontana hanno deciso di dover mettere mano allo stabilimento di Empoli. Lo avevano già fatto negli altri stabilimenti che Sammontana ha nel resto d’Italia. Ma a Empoli mai. Loriano Bagnoli e prima ancora anche i suoi fratelli, facevano di questo un vanto: «Non abbiamo mai licenziato nessuno, nella nostra azienda». Un’azienda nella quale, si calcola, sia assunto - o lo sia stato in passato -almeno un componente di quasi tutte le famiglie cittadine. C’è da dire di più: i salari dei dipendenti dello stabilimento empolese - dai dati resi pubblici dall’azienda - risultano più corposi del 20% rispetto a quelli percepiti nel settore alimentare e superiori anche ad altri salari percepiti nel Circondario Empolese. «Non possiamo più permettercelo – spiegano in azienda – Non possiamo correre il rischio di trasformare Sammontana in un’altra Richard Ginori o, per restare sul territorio, un’altra Irplast».(e.ch.)
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