Il Tirreno

Empoli

Le novità funzionano e il Palio del Cerro fa il tutto esaurito

di Sara Bruni
Le novità funzionano e il Palio del Cerro fa il tutto esaurito

Tripudio di addobbi che hanno sventolato dalle case atmosfera magica col richiamo alla festa dell’araldo

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CERRETO GUIDI. Buona la prima per il corteo storico del Palio del Cerro, uscito ieri sera in una veste rinnovata e che ha preceduto i giochi alla loro 46esima edizione. Gli addobbi voluti ed in gran parte anche realizzati dai ragazzi del comitato del Palio del Cerro hanno contribuito al successo della serata. Così come il richiamo dell’araldo nella piazza principale del paese, che ha invitato la popolazione ad uscire dalle case e a prepararsi a far festa per l’arrivo di Cosimo I° de’ Medici e della sua figlia prediletta, Isabella. I nobili fiorentini, proprietari della residenza di caccia di Cerreto Guidi, hanno passeggiato nel centro storico accompagnati dalla musica dei tamburi, delle chiarine e dei flauti delle quattro contrade del Palio del Cerro: porta Caracosta, porta Fiorentina, porta al Palagio e porta Santa Maria al Pozzolo.

A sventolare alle finestre dei palazzi appunto i nuovi addobbi, per ricostruire un’atmosfera di festa rinascimentale che a Cerreto Guidi si respira ormai da 46 anni nel primo weekend di settembre. Azzeccata anche l’idea della Pro Loco di aprire tre osterie nel centro storico: l’opportunità di mangiare nelle strade vicine al culmine della festa ha facilitato il tempestivo arrivo del pubblico. Tanta quindi la gente ai bordi delle strade. Insuperabile come sempre lo spettacolo degli abiti indossati dai figuranti: un tripudio di perle, piume e passamaneria che spiccavano sugli abiti dei figuranti della Pro Loco e sui colori delle contrade, biancoazzurro per Pozzolo, bianconero per Caracosta, giallorosso per Fiorentina e biancorosso per Palagio. Tanti i personaggi che realmente gravitavano all’epoca intorno alla residenza cerretese. Da Francesco I° a Bianca Cappello fino a Paolo Giordano Orsini, ma anche Vasari e Buontalenti, tutti sono stati accolti, oltre che dal popolo, anche dai rappresentanti delle famiglie più in vista nel territorio. Gli sbandieratori di ogni contrada hanno sfilato insieme ai figuranti ed ai giocatori della corsa sui troppoli e nella bigoncia, le lanciatrici degli anelli, i tiratori con la balestra e quelli della fune, che di lì a poco sarebbero saliti sul palco per tentare di conquistare il drappo dipinto dal maestro Martino Fani di Orte. Il corpo di guardia di Porta al Palagio ha scortato il corteo fino all’arrivo in piazza Vittorio Emanuele, dove il corteo si è sciolto per lasciare spazio alle gare, precedute dal giuramento dei capitani a cui ha dato voce il banditore e dal sorteggio avvenuto per mano di Madonna Isabella.

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