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Di Lauro si tira indietro, i 108 lavoratori Shelbox verso la mobilità

Di Lauro si tira indietro, i 108 lavoratori Shelbox verso la mobilità

Clamoroso dietrofront dell’ingegnere alla vigilia della firma del piano di rilancio, conseguenze drammatiche sul piano occupazionale per la Valdelsa

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CASTELFIORENTINO. L’ingegnere Marco di Lauro si è tirato indietro: salta l’operazione che avrebbe dovuto garantire un futuro ai lavoratori della Shelbox in presidio da venti mesi. Ora per tutti i 108 dipendenti dell’azienda di Castelfiorentino si spalancano le porte della mobilità. Perché l’accordo definitivo avrebbe dovuto essere firmato domani, 4 settembre, il giorno prima della scadenza della cassa integrazione. Che a questo punto non potrà neanche essere rinnovata. Di conseguenza da sabato tutti i lavoratori saranno collocati in mobilità. Eppure l’operazione sembrava in dirittura d’arrivo. La scorsa settimana - dopo un incontro che in Provincia che si era protratto per oltre cinque ore - le Rsu e i rappresentanti sindacali erano usciti con un verbale in mano che avevano definito «incoraggiante e soddisfacente». Alla riunione, dell’unità di crisi avevano partecipato, oltre alle rappresentanze dei lavoratori e dei sindacati, anche funzionari della Regione e della Provincia. Dall’altra parte del tavolo, c’era l’ingegnere Maurco Di Lauro che insieme ad altre aziende ha dato vita alla Solaris 3, la newco che avrebbe dovuto riassorbire lavoratori attraverso un piano di rilancio che passava dalla produzione di prefabbricati da inviare in Sudamerica.

La notizia è confermata dalla Fiom provinciale: "In seguito all'improvvisa comunicazione arrivata nella serata di ieri, con cui il curatore fallimentare della Shelbox annunciava a questa organizzazione il ritiro della cordata di imprenditori interessati a rilevare l'attività di produzione di unità abitative di Castelfiorentino, domani, 4 settembre, i lavoratori si riuniranno in presidio sotto la sede della Provincia di Firenze".

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