Il presidio
Il gelato di Bernardini che piace a Slow Food
FUCECCHIO. Il gelato ha continuamente nuovi gusti. Invece, quello della pasticceria di Simone Bernardini, un sapore d’antico. «Perché è fatto senza l’ausilio di preparati – osserva – soltanto...
FUCECCHIO.
Il gelato ha continuamente nuovi gusti. Invece, quello della pasticceria di Simone Bernardini, un sapore d’antico. «Perché è fatto senza l’ausilio di preparati – osserva – soltanto materia naturale: il latte, gli zuccheri, le materie prime come la frutta secca, il cioccolato, ma anche i pinoli di San Rossore, i pistacchi siciliani di Bronte, le nocciole del Piemonte le rendiamo impasto dopo la tostatura».
Da due gigantografie che il cliente vede davanti a sé mentre viene servito, spiccano i fornitori delle materie prime.
A destra Maria, dell’azienda “Castrogiovanni Maria” a Volterra, che fornisce il latte biologico delle mucche di razza pezzata rossa. E a sinistra “Serse”, dell’azienda Carpareto, di San Miniato, che fornisce le uova di gallina livornese allevate a terra. Un buongustaio è Carlo Gazzarrini, che ha fondato per Slow Food la condotta del Cuoio. E che dopo l’assaggio domanda: ma questo gelato speciale costa di più? «No, quanto gli altri. Anzi, credo di essere più basso di prezzo: 16 euro al kg» risponde Bernardini. Ma come è possibile? «Comprando le materie prime si contengono i costi e si eleva la qualità. Il palato – conclude il gelataio - non mente». (l.g.)
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