Il Tirreno

Empoli

Un piano contro le attese pronto soccorso più snello

di Marco Pagli

Dopo la bocciatura del report realizzato dal Sant’Anna, l’Asl 11 corre ai ripari Un gruppo di lavoro mette a punto le soluzioni che serviranno a ridurre i disagi

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Se un cittadino su tre ogni anno si rivolge al pronto soccorso, esiste un problema. Ma se il 25% di questi accessi avviene per cause che potrebbero essere risolte anche attraverso canali diversi, il problema diventa grosso. La sirena d’allarme suona da anni e da anni i tentativi di risolvere questa situazione si moltiplicano. Tuttavia, ancora una via d’uscita non è stata imboccata. Così la direzione aziendale ha deciso di aggiungere un’altra freccia all’arco dell’efficientamento di un organo vitale all’interno del polo ospedaliero San Giuseppe.

Si tratta di una task force, nata pochi mesi fa e attiva dal giugno scorso, che ha «il mandato – come si legge nella nota diffusa dall’Asl 11 – di analizzare i percorsi e l’organizzazione del pronto soccorso, individuare le criticità e i punti di forza e definire possibili azioni di miglioramento a breve e a lungo termine». Le valutazioni contenute nel report del laboratorio Management e Sanità della scuola superiore Sant’Anna hanno fatto da detonatore ad una situazione che ha dell’insostenibile sia per gli operatori sanitari – medici e infermieri sempre più sotto pressione – sia per gli utenti. Insomma, se questi ultimi stroncano e di brutto l’operato dei primi, i quali però raggiungono standard di prestazioni giudicati positivi quando non addirittura eccellenti, il bandolo della matassa va cercato altrove. E probabilmente è stato anche trovato: come ripetono ormai da tempo all’interno dell’azienda sanitaria e come ribadiscono nella stessa nota, “i 17.000 accessi a bassa priorità (codice bianco e azzurro) nel nostro pronto soccorso nell’ultimo anno (cioè il 25% degli accessi) sono indubbiamente una delle cause principali delle lunghe attese e, quindi, uno dei motivi di insofferenza e percezione negativa ne confronti del servizio”. Lo scorso anno gli accessi sono stati 67.531, ovvero 358 ogni mille abitanti. Di questi i codici rossi (cioè i più gravi) sono stati 979, i codici gialli 9.507, quelli verdi 39.811 (poco meno del 60% del totale), mentre gli azzurri 13.064 e i bianchi 4.055. Gli ultimi due codici, che sono considerati a bassa priorità, sono stati appunto un quarto del totale: in una parola, troppi. Dunque, è di qui che si parte per riavvicinare la domanda all’offerta. L’obiettivo che la direzione dell’Asl 11 si è data è proprio questo: “individuare, progettare, implementare e verificare gli interventi di miglioramento finalizzati alla soddisfazione dei cittadini che accedono al pronto soccorso”. Un traguardo, però, che rimarrà irraggiungibile senza una mirata azione che punti ad abbassare la tensione magnetica che il pronto soccorso esercita nei confronti della cittadinanza. Ed eccoci, quindi, alle linee guida che la task force sarà chiamata a mettere in pratica: «aumentare l’appropriatezza degli accessi rispondendo ai bisogni sul territorio in modo da ridurre l’afflusso, selezionare in maniera adeguata le problematiche in modo da indirizzare il paziente nel percorso idoneo e rendere così più fluidi i percorsi, assicurare un adeguato flusso verso i reparti di degenza per quei pazienti che necessitano di ricovero in modo da liberare risorse». Nella pratica alcune contromisure sono già state delineate, ma in questo un ruolo importante lo giocherà anche la capacità di interazione tra personale ed utenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera