Quando il mattone resta l’ultima fonte di liquidità
La nuova forma del prestito vitalizio intermediario è già passata alla Camera Il Sunia: «Potrebbe diventare la soluzione alle 6mila abitazioni sfitte sul territorio»
EMPOLI. La casa da bene rifugio per eccellenza potrebbe diventare presto bene spendibile per centinaia di ultra 60enni del circondario.
D'altronde tra pensioni da fame e lavoro che manca il mattone è rimasta l'ultima fonte di ricchezza delle famiglie.
Così il prestito vitalizio ipotecario, nella sua nuova forma al vaglio del Parlamento, si candida a divenire uno strumento privilegiato di accesso al credito. L'idea di utilizzare l'abitazione come cassa non è certo nuova. L'istituto della nuda proprietà è in vigore da anni, anche se l'utilizzo nel circondario finora è stato scarso.
La norma. Il prestito vitalizio ipotecario, che è stato introdotto nel 2005 ma che «a causa di una formulazione eccessivamente scarna e poco definita» - dicono i promotori della riforma - non ha in questi anni trovato uno sbocco serio.
Il procedimento è semplice: il proprietario, attraverso un contratto con una banca o un intermediatore finanziario, ottiene un finanziamento che viene garantito dall'ipoteca sulla casa senza perdere né il diritto ad abitarci fino alla morte, né quello di riscattarla.
In sostanza, si tratta di un meccanismo simile alla nuda proprietà, ma con la differenza che chi vende lascia liberi i suoi eredi di tornare in possesso dell'abitazione.
La novità. La proposta di riforma – presentata da due parlamentari Pd, Causi e Misiani, e già approvata alla Camera – prevede alcune novità: da regole definite sugli eventi che possono portare al rimborso del debito alla possibilità di concordare modalità di rimborso graduali della quota interessi; dall'introduzione di agevolazioni fiscali a limiti di tempo ben fissati per il rimborso, fino alla scelta data agli eredi del beneficiario tra l'estinzione del debito, la vendita dell'immobile o l'affidamento di quest'ultima alla banca per rimborsare il credito.
Al momento della stipula del contratto viene concesso un prestito che varia a seconda del valore dell'immobile e dell'età del proprietario (orientativamente tra il 15% e il 50% del valore), mentre la quota che si può decidere di rimborsare è comprensiva sia del prestito che degli interessi.
Critiche. Un sistema che non ha mancato di sollevare polemiche sia a sinistra, sia tra gli esponenti del M5S che ravvisano nel prestito vitalizio ipotecario «l'ennesimo regalo alle banche, che in questo modo si possono aggiudicare una casa per la metà o anche meno del suo valore o in alternativa godere di un rimborso caricato dagli interessi».
Tuttavia, lo strumento potrebbe godere in futuro di un buon seguito e non tanto tra i possessori di prima casa, quanto tra i piccoli proprietari immobiliari (con seconda e al massimo terza casa) in difficoltà che nell'Empolese Valdelsa sono centinaia.
A chi si rivolge. «Sistemi come la nuda proprietà o il prestito vitalizio ipotecario – spiega Franco Belli, responsabile del Sunia nella zona – non hanno mai avuto appeal sul territorio. Mentre, con le novità che stanno per essere introdotte, potrebbe diventare terreno di approdo per molti piccoli proprietari che hanno bisogno di liquidità e magari non intendono più affittare la casa perché non riescono a riscuotere l'affitto o per mancanza di certezze sul rientro in possesso».
Nel circondario il numero di abitazioni sfitte è in crescita e gravita intorno alle 5-6mila unità. «Per questo – chiosa Belli – è possibile che si preferisca ricorrere al prestito ipotecario dal momento che si traduce in soldi liquidi immediati».
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