Il Tirreno

Empoli

La realtà supera i sogni e il cielo di Fucecchio si tinge di arancioverde

di Luciano Gianfranceschi
La realtà supera i sogni e il cielo di Fucecchio si tinge di arancioverde

In 600 alla festa di Querciola tra filmati, premi e applausi Poi il gran finale con il lancio delle lanterne colorate

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FUCECCHIO. «C’era una volta un gruppo d’amici. Ci sono realtà che superano i sogni. Ci sono passioni per cui vale la pena di combattere. Ci sono attese lunghe 17 anni. Ci sono momenti in cui la storia viene riscritta. Ci sono serate a cui non possiamo mancare. Sembra impossibile finché non viene realizzato, e adesso è tutto vero». La voce fuori campo di Diego Ferradini è stata coperta da un’ovazione dei circa 600 commensali a tavola. Insomma il Palio delle contrade cresce, ma anche la festa della vittoria. E così Querciola, nei pressi della sede, ha chiuso una strada in zona “banana”, e da cima a fondo ha messo a tavola circa 600 persone. Che sui maxischermi hanno rivissuto la corsa, anzi l'incredibile rimonta, nella Buca d’Andrea dello scorso 18 maggio, che è diventata il quarto “cencio” in sede.

A continuare è stato il presentatore Giacomo Muzzi, chiamando sul palco il vice presidente arancioverde Marico Ceccarini, il cassiere Sergio Bologni, la segretaria Silvia Boni. E poi i mangini Marco Colibazzi, Luca Allegri, Marco Sani, e anche il barbaresco Marcello Giammito, il veterinario Marcello Castelli e il maniscalco Mario. Dopodiché l’atmosfera era calda per accogliere non solo con applausi ma anche con cori il fantastico trio del presidente Paolo Ceccarini, il capitano Luca Bologni, il fantino di pista Simone Mereu. E poi il fortunello David Bellocci, che ha portato lo splendido cencio 2014. Mancava soltanto Bomario da Clodia, il cavallo dell’incredibile rimonta, dal quinto posto alla partenza al primo all’arrivo. Poi tutti in piedi, ad ascoltare l’inno della contrada. E le telecamere mobili con immagini in diretta, mischiate con gli eventi: quando il cavallo è toccato in sorte, l’investitura del fantino, la corsa in batteria e soprattutto la finale vittoriosa.

Applausi anche ai consiglieri: Gino Colibazzi, Fabrizio Bachi, Marco Benvenuti, Romolo Boni, Marina Roghi, Chiara Boniolo, Melania Ferradini, Barbara Landi, Edo Moneti, Roberta Donati, Roberto Ferradini, Giulia Bologni, Federica Angerame, Cinzia Novelli, Alessia Pelliccia, Francesco Lupi, Stefano Colibazzi, Simone Civitelli, Daniele Burgalassi, Alessio Minocci, Tania Paghi, Marco Rafani; ovvero il motore della contrada.

Poi tra una pietanza e l’altra, tutte molto saporite, sono cominciate le premiazioni: l’autrice del cencio Paola Imposimato, il parroco don Mario, l’ex sindaco Claudio Toni e il neo eletto Alessio Spinelli; «una coreografia – hanno commentato entusiasti contradaioli e ospiti – degna del Palio di Siena, e con la sorte che ha continuato a dare soddisfazioni, come la trasferta a Roma del 29 giugno con gli infioratori, e quando si esibivano gli sbandieratori, e all’unisono c’era l’ultima battuta sui tamburi, si è sentita la voce di papa Francesco che cominciava l’Angelus. E non era finita, perché chi era davanti alla televisione ha visto che i colori arancioverdi hanno chiuso il servizio sul Papa al telegiornale delle ore 20!».

Tra i tanti interventi, anche quello di Marina Santarnecchi, una dei fondatori del Palio nel 1981 insieme al maestro Tommaso Cardini e ai donatori di sangue. «Dobbiamo essere orgogliosi di aver avviato una manifestazione che fa grande Fucecchio, anche con il coreografico corteggio storico del mattino». E a questo punto è stata premiata anche la professoressa Grazia Focardi che con le studentesse realizza a scuola invidiabili costumi d’epoca. Poi è stato il presidente Massimo Billi, con anche Bozzi, a rievocare «le più recenti vittorie di Samo e Torre, e di Querciola che ha rinverdito i tre allori che già aveva in sede, e ora sono quattro». Poi una citazione anche ai carabinieri e alla polizia municipale, e premiazione anche per 0571 foto «che fa vivere il palio tutto l’anno». A seguire, sono sfilate le altre contrade – in ordine alfabetico - per uno scambio di convenevoli e di doni. Tutti gli interventi venivano trasmessi in diretta sugli schermi da Vettorato e C. Non ultimo, il racconto del fantino Simone Mereu, dalla partenza intruppata alla rimonta: «Sapevo che quando avrei chiamato il cavallo avrebbe risposto, avevo detto della vittoria già ai dirigenti, salvo contrattempi, e così è stato. I veri palii, quelli che si ricordano, sono quando riesci a rimontare tutti e a vincere alla grande». Applausi, e la serata è finita con una coreografia. Non i soliti fuochi d’artificio, ma il decollo di lanterne da ogni punto dei tanti tavoli a illuminare il cielo di arancioverde. Alla fine di una serata fantastica, a notte fonda, qualcuno ha raccontato quella che sembra una leggenda metropolitana. A fine anno 2012, parlando del Palio delle contrade, Oscar Zari annunciò che rientrava responsabilmente nella contrada Torre: i biancocelesti non avevano mai vinto. Era insieme a Gino Colibazzi (padre), e siccome a Querciola la vittoria mancava ormai da troppi anni, annunciò invece che la vecchia guardia passava la mano ai giovani arancioverde. E’ storia che Torre ha vinto nel 2013, e Querciola ha rivinto in quest’anno 2014.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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