Italia
Dopo quella visita molti cambiamenti Gli internati sono scesi da 170 a cento
Molte cose nell’Opg di Montelupo sono cambiate a seguito dell’inchiesta svolta dal Senato. Il numero degli internati è passato da 170 a 100 circa e la struttura è stata fatta oggetto di interventi...
Molte cose nell’Opg di Montelupo sono cambiate a seguito dell’inchiesta svolta dal Senato. Il numero degli internati è passato da 170 a 100 circa e la struttura è stata fatta oggetto di interventi migliorativi. Permangono però gravi carenze, dovute soprattutto al personale insufficiente.
«Quelle immagini parlano da sola – dice Antonella Tuoni, al timone dell’Opg dal 2011 – sono un cazzotto allo stomaco. Nel video si è indugiato sull’area più deteriorata ma è innegabile che ci fossero condizioni inumane e degradanti».
La direttrice spiega che ad oggi, seppur dissequestrata, quell’area è ancora inagibile e che è in corso una bonifica di una porzione di piano nel quale l’anno scorso si è sviluppato un incendio. Antonella Tuoni ha voluto sottolineare l’abnegazione e l’impegno che contraddistingue il lavoro degli operatori alle sue dipendenze. «Chi guarda immagini come quelle registrate dalla commissione Marino è portato ad attribuire la responsabilità a chi lavora nelle strutture, a identificare gli operatori con degli aguzzini. Voglio però precisare che le responsabilità vanno cercate molto più in alto». Al suo arrivo il budget annuale per la manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura era pari a 18.000 euro, una cifra assolutamente insufficiente per un edificio di quelle dimensioni e con quelle caratteristiche. «Abbiamo circa 80 poliziotti penitenziari, 20 in meno rispetto a quelli previsti. Questo non mi consente di gestire i turni in maniera adeguata e gli operatori sono soggetti a un carico di stress eccessivo». Non va meglio sul fronte del personale sanitario: dopo le 18:00 restano in turno soltanto un infermiere e un medico generico, nessuno psichiatra. «Voglio davvero credere che il 2015 coinciderà con il superamento degli Opg – conclude la direttrice – le soluzioni possono essere trovate rapidamente se lo si vuole. Spero quindi che non andremo incontro a una nuova proroga perché si tratterebbe di un’altra sconfitta».
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