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Misericordia non si arrende, vuole il cimitero

 Misericordia non si arrende, vuole il cimitero

Nonostante la sentenza contraria del Tar, l’arciconfraternita presenta un’osservazione al regolamento

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FUCECCHIO.

La Misericordia ci riprova, non è tramontato il sogno di ridare vita al vecchio cimitero lungo la 436: entro il 6 luglio l'Arciconfraternita presenterà un ' osservazione al regolamento urbanistico tramite la quale si chiederà di nuovo di poter ripartire col vecchio progetto di "rinascita" del cimitero, che dagli anni 80 la Misericordia vorrebbe rimettere a nuovo, visto che oggi è diventato una foresta di rovi. L'anno scorso una sentenza del Tar respinse il ricordo della confraternita - condannandola al pagamento delle spese processuali - sostenendo che l'area dove il cimitero è situato non è di proprietà dell'associazione e oltretutto è vincolata. Questa sentenza metteva un punto alla battaglia legale fra ente comunale e Misericordia. La vicenda è lunga e molto complicata:il declino del vecchio cimitero (realizzato nel 1788) iniziò con l’inaugurazione di quello nuovo, nel 1885, deciso per ovviare alle carenze igienico-sanitarie di quello esistente, dove da quel momento cessarono le sepolture. Per alcuni anni, la manutenzione andò avanti, poi si fermò. Negli anni Trenta la Misericordia ottiene l’area gratuitamente dal Demanio (grazie anche a una dichiarazione errata). Ma con una clausola: il cimitero avrebbe dovuto essere ripristinato entro due anni, pena la rescissione del contratto. Il patto non viene rispettato ed è per questo che il Comune contesta tutt'oggi la proprietà vantata dalla Misericordia. La battaglia legale deflagra alla fine degli anni Ottanta, quando la Misericordia presenta un piano per la realizzazione di 1.200 loculi (su uno o due piani) su un terreno oltretutto argilloso. Il Comune si oppone alla concessione edilizia e non risponde in merito all’istanza di autorizzazione. La Misericordia si appella al Tar, che nel 1994 lo accoglie. L’ente si rivolge al Consiglio di Stato, che nel 2003 lo dichiara perento (estinto perché trascorsi i termini stabiliti). Nel 2005 il Comune respinge l’istanza di autorizzazione e la Misericordia impugna la nota sindacale. L'anno scorso, a distanza di otto anni, è arrivato il definitivo pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale, che ha premiato il Comune. Oggi ,nonostante la sentenza sfavorevole del 2013, la speranza rimane: «Presenteremo questa osservazione al regolamento urbanistico - spiega il governatore Mario Lupi - realizzata grazie all'ausilio di un legale. Ora non possiamo far nulla. Però non demordiamo: quello della rinascita del nostro cimitero è uno dei traguardi che vorrei raggiungere, compatibilmente col reperimento delle risorse economiche, visto che il vecchio progetto era di 60mila euro. Ora la situazione è peggiorata, quindi serviranno più soldi. Ci proveremo».

Marco Sabia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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