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Rischio sismico, c’è la mappa Spinelli individua le priorità

di Marco Sabia
Rischio sismico, c’è la mappa Spinelli individua le priorità

Gli edifici pubblici di Fucecchio sono stati passati ai raggi x da un esperto Il sindaco: «Nessuna evacuazione, ma dovremo fare una serie di interventi»

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FUCECCHIO. La mappatura degli interventi di messa in sicurezza è stata fatta: ora tocca all'amministrazione comunale decidere le priorità, seguendo le indicazioni dell'ingegner Paolo Cioni, che si è occupato (con un incarico da 24mila euro) della classificazione del rischio sismico negli edifici pubblici fucecchiesi. Non sono emerse criticità lampanti ma saranno necessari degli interventi, soprattutto per tettoie o grondaie sporgenti che potrebbero rivelarsi pericolose in caso di sisma. Ad esempio - al convento dei frati in Piazza La Vergine - è stato rimosso dell'intonaco che iniziava a cadere e che - di concerto con la sovrintendenza - sarà ripristinato in futuro, ovviamente in seguito al reperimento dei fondi necessari.

Gli edifici pubblici, comunque, sia che si tratti di scuole o di altro, non hanno registrato problematiche tali da costringere all'evacuazione di chi ci vive o lavora o studia. Il rischio sisma c'è, per cui è indispensabile imparare a conviverci e soprattutto prevenire quanto più possibile, piuttosto che "curare" quando si verifica l'emergenza.

«Per fortuna non ci sono situazioni di una gravità tale - spiega il sindaco Alessio Spinelli - da costringerci a far uscire le persone da questi edifici. Abbiamo degli interventi da portare a termine, questo sì. Lo faremo dopo aver scelto le priorità, grazie alle indicazioni dell'ingegner Cioni che ha mappato il nostro territorio in tal senso». L'ultimo terremoto che a Fucecchio ha fatto seri danni risale al lontano 1846, quando l'otto agosto una scossa colpì la cittadina. Tutta la penisola italiana può teoricamente essere colpita da eventi sismici di varia entità, uno ogni dieci anni ha effetti catastrofici. In teoria le zone più pericolose sono l'Italia Nord-Orientale (Friuli Venezia Giulia e Veneto), la Liguria occidentale, l'Appennino settentrionale (dalla Garfagnana al riminese) e soprattutto lungo tutto l'Appennino centrale e meridionale, in Calabria e Sicilia orientale. Anche Fucecchio, che è nella stessa classe sismica del comune di Mirandola - colpito dal terremoto - in teoria ha un rischio medio-basso ma come dimostra appunto quanto è avvenuto in provincia di Modena il terremoto non può essere escluso e allora devono essere prese tutte le misure necessarie per farsi trovare pronti in caso di emergenza. Per questo la prevenzione - in primis per gli edifici pubblici - è probabilmente la soluzione migliore per limitare eventuali danni da sisma. La nuova amministrazione ora deve scegliere da dove partire con gli interventi, visto che soprattutto edifici più "vecchi" come il convento dei frati hanno già iniziato a lanciare messaggi d'aiuto, a cui si è dovuto rispondere con interventi di e messa in sicurezza, in attesa di ripristinare anche il valore artistico dell'edificio con operazioni mirate e specifiche.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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