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Cavalli acciaccati salvati grazie a un’associazione

Cavalli acciaccati salvati grazie a un’associazione

I volontari del “Nibbio Alato” si occupano di trovare una sistemazione ad animali che hanno gareggiato in pista o nei palii. E poi li mettono in adozione

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FUCECCHIO. I cavalli, quando smettono di gareggiare - per un motivo o per un altro - spesso diventano "un peso" per alcuni proprietari, che vedono in loro una rimessa più che una fonte di guadagno. Vengono venduti, talvolta non si sa dove finiscono né che fine facciano. Per questo, per garantire agli ex cavalli da corsa un futuro dignitoso, a Fucecchio si è formata un'associazione no profit ribattezzata "Nibbio Alato" che si occupa appunto del ricollocamento degli ex cavalli da agonismo, che siano da palio, da galoppo o da trotto.

Un'associazione nata nel luglio 2013, la quale prende "in gestione" questi cavalli, lì mette a pensione in stalli convenzionati come quello nella provincia di Arezzo (Naturalmente Tuscany Cavalli a Pieve di Presciano), cercando nel frattempo dei "benefattori" che lì adottino, non certo per farli tornare a correre ma - magari - per farci una salutare passeggiata nel fine settimana. Tra le fondatrici c'è - appunto - una fucecchiese, la 42enne Samanta Catastini, contradaiola della Torre. Insieme a lei altre volontarie (è fortissima la componente femminile) da tutta la Toscana, che si occupano dei vari settori delle corse coi cavalli. E' la stessa Catastini a spiegare come è nato questo progetto: «Io provengo da associazioni di questo tipo poi, dopo un episodio per me molto significativo, quando dopo aver salvato un ex trottatore che si chiamava Nibbio, nonostante sforzi immensi per farlo operare e una colletta su facebook per raccogliere i fondi, lo vidi morire a distanza di pochi mesi dall'operazione, che era riuscita, decidemmo di creare questa associazione e di dedicarla a lui. Abbiamo aggiunto la parola "alato" perchè a questo punto lui ora vola in cielo».

L'associazione non ha scopo di lucro, "campa" sulle donazioni che riceve e sulle iniziative che puntualmente organizza. Per chi , invece, adotta un cavallo, le uniche due spese da affrontare sono la tessera associativa (15 euro) e il viaggio del cavallo da una zona all'altra. In ogni caso, va precisato, prima di affidare un equino i membri del Nibbio fanno degli approfonditi controlli: « Chi si prende una responsabilità del genere deve avere dei requisiti ben precisi. Innanzitutto è vietato far correre di nuovo gli animali, poi ogni cavallo ha delle caratteristiche specifiche, sia caratteriali che fisiche, che vanno prese adeguatamente in considerazione. E poi - dopo aver affidato l'animale - ciclicamente andiamo a controllare dai nuovi proprietari lo stato di salute dell'animale».

Il Nibbio è giovanissimo, però ha già "curato" animali provenienti dal Palio di Siena (come Ozzastru) o dagli ippodromi, sia che si tratti di galoppo (le cosiddette "regolari"), sia che abbiano praticato il trotto, quello coi cosiddetti sulky (le carrozzine su cui stanno seduti i driver). Nibbio Alato, comunque, non prende in gestione solo "vecchi campioni" (come ad esempio il grande trottatore Idduva) ma anche giovani equini non abbastanza performanti o che si sono semplicemente infortunati.

Marco Sabia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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