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Empoli

«Tecnologia e coraggio così il “Made in Empoli” può battere la crisi»

di Filippo Cioni
«Tecnologia e coraggio così il “Made in Empoli” può battere la crisi»

Marco Landi, imprenditore delle confezioni e presidente Cna «Ma la politica troppo spesso ha snobbato l’abbigliamento»

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EMPOLI. Un distretto localistico per andare incontro alle sempre più veloci richieste del mercato. Una rete di competenze per battere la crisi. Nel campo delle confezioni e dell’abbigliamento sembra essere questa la ricetta che Marco Landi, 40 anni, imprenditore di terza generazione nell’azienda Landi Confezioni Srl di Empoli in via Fabiani, quarta tappa del nostro viaggio con “Gli imprenditori si raccontano”, sottolinea con forza. «L’abbigliamento resta un settore importante nell’Empolese Valdelsa – spiega Landi, anche presidente Cna Empolese Valdelsa – che ha ricadute a livello nazionale che fanno di questa zona un punto di riferimento in Italia. Qui più che altrove gli imprenditori hanno agito bene unendo le forze in un distretto che ha risentito della crisi come tutti ma che permette oggi loro di rispondere alle esigenze del mercato rapidamente. Una catena in cui le aziende si aiutano a vicenda, partecipano alla produzione di un prodotto finale di qualità nei tempi sempre più veloci richiesti dal mercato. Ecco perché in questa zona il settore tutto sommato resiste ed ha saputo anche attrarre investimenti».

Landi è stato uno dei promotori dell’iniziativa raccolta dal nostro giornale di raccontare chi, nel nostro territorio, ha continuato e continua a investire nonostante i tempi difficili. «La forza di molte imprese è stata quella di crederci anche nei momenti duri e meritano di essere messe in risalto – spiega Landi – chi si è arreso è sparito dal mercato. Credo che oggi ancora di più serva coraggio e fare rete tra chi ci crede. Nell’Empolese Valdelsa le eccellenze non mancano, c’è voglia di fare anche tra i giovani. Serve però ancora una maggiore comunicazione tra politica ed economia che non possono andare disgiunte. E servono politiche condivise e mirate allo sviluppo economico in tutti i settori. Troppo spesso la politica locale a mio avviso ha considerato di più certi comparti tralasciando l’importanza di altri, come appunto quello dell’abbigliamento, che hanno ancora sull’economia del territorio un impatto da non sottovalutare in termini di produttività. Non solo, ma le aziende della zona restano apprezzate anche all’esterno e sono tra le più numerose di Italia quando andiamo alle fiere a far conoscere i nostri prodotti».

Tenere unite le aziende, fare rete per Landi è importante tanto da aver creato anche il consorzio Promozione Moda Italia a Empoli dove gli imprenditori possono confrontarsi e scambiarsi idee per la crescita. Oggi è dirigente dell’azienda di famiglia che dal 1948 produce capispalla e ha 20 dipendenti. «Il nostro prodotto è realizzato quasi tutto internamente – spiega Landi – solo la parte del cucito è appaltata a ditte esterne dell’Empolese Valdelsa nell’ottica appunto di una collaborazione tra aziende».

Landi Confezioni produce il 30% per il mercato italiano e il 70% per l’estero. Nella sua collezione annovera tre marchi e anche una linea innovativa ecosostenibli e di capispalla. E’ realizzata con un tessuto proveniente da fibre tessili rigenerate, secondo antichi processi di recupero caratteristici del distretto tessile toscano. Il tessuto utilizzato è il Rigenius, prodotto in partnership con la Com.i.stra di Prato, manifattura tessile specializzata nella trasformazione di vecchi indumenti e ritagli di maglieria in nuova materia prima.

Landi Confezioni inoltre unisce la tradizione alla tecnologia. «Oggi va sfatato un luogo comune, lo stereotipo che l’abbigliamento sia ancora un settore prettamente manuale, con gli operai seduti davanti ad una macchina da cucire – sottolinea Landi – i computer e le macchine elettroniche sono ormai alleati nella produzione manuale, che ovviamente resta un perno nel processo produttivo. Le macchine elettroniche che usiamo anche noi garantiscono precisione e meno perdite in termini di materiali. Dico questo per far capire che il settore con l’avvento della tecnologia si è “svecchiato” e dunque serve oggi anche saper lavorare ad un computer per attivare un macchinario, o per esempio fare un disegno computerizzato. Il campo si è aperto anche ai giovani e a chi è più predisposto ad avere a che fare con le nuove tecnologie».

Landi Confenzioni non a caso coinvolge anche gli studenti delle scuole in tirocini per far capire come si lavora oggigiorno nel campo dell’abbigliamento. «Anche se ritengo che serva rafforzare il percorso tra la scuola e il lavoro – conclude Landi – è utile fare in modo che aziende e scuole comunichino creando perché no degli stage permanenti. Così che lo studente possa passare dalla teoria alla pratica e trovare più facilmente un posto di lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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