Il presidio
Il “porta a porta” di Morelli «Costa troppo, va cambiato»
Il candidato sindaco di Empoli: «Così il servizio rischia di far chiudere le imprese Meglio organizzare la raccolta con campane condominiali e isole ecologiche»
EMPOLI. «Il servizio porta a porta va rivoluzionato. A Empoli come nel resto del circondario. Perché così è diventato insostenibile dal punto di vista economico. E le bollette astronomiche che arriveranno a giugno rischiano di uccidere decine di aziende e attività commerciali, ma anche case del popolo. Allora è meglio tornare al cassonetto. Non si tratta si rispolverare quelli "pensionati" dalla rivoluzione della raccolta dei rifiuti. Ma di puntare su altri, più moderni e a servizio di nuclei di famiglie o imprese». È la ricetta messa a punto da Damasco Morelli, candidato a sindaco di Empoli con la lista civica "Ora si cambia": «Nonostante Publiambiente abbia nel tempo dimostrato di raggiungere buoni livelli di efficienza nell'organizzazione dei servizi, la tipologia di questo tipo di raccolta è estremamente costosa. L'utilizzo dell'uomo per azioni meccaniche e ripetitive non è più sostenibile neppure per prodotti di eccellenza quali vino ed olio, la vendemmia e la raccolta delle olive sono sempre più meccanizzate, figuriamoci per spostare rifiuti. Ma non solo: un'attività così organizzata è purtroppo soggetta a processi invalidanti, che renderanno il servizio sempre più costoso nel tempo». Il rischio però, col ritorno al cassonetto, è che l'utente, meno controllato, abbassi la soglia di attenzione, provocando l'aumento dell'indifferenziata: «Noi pensiamo che il grado di consapevolezza e maturità dei nostri cittadini ci permetta di poter introdurre sistemi di raccolta notevolmente più economici, raggiungendo comunque percentuali significative di raccolta differenziata: pensiamo a sistemi misti, ampiamente sperimentati in tutta Europa, che prevedono l'utilizzo di campane, cassonetti condominiali, isole ecologiche». Il progetto di Morelli è supportato da Leonardo Marchetti, fondatore della Revet e oggi presidente onorario della Federazione Europea del Riciclo (Ferver) con sede a Bruxelles, che ha guidato dal 2002 al 2006: «Non siamo contrari al porta a porta, ma costa sette volte di più rispetto alla raccolta coi cassonetti: dobbiamo trovare una via di mezzo. Penso per esempio al "giro di Empoli": basterebbe un'area con i cassonetti per la differenziata posizionati in un punto e a servizio di tutti. Se me guadagnerebbe anche sul piano del decoro. E in molte zone, anziché andare a casa di tutti a ritirare 90 bidoncini - per fare un esempio – si potrebbe puntare su cassonetti a servizio di 90 nuclei familiari, con un risparmio notevole in termini di mezzi e personale».
Ma i dipendenti di Publiambiente (e delle cooperative) non avrebbero nulla da temere: «Si tratta - sottolinea Morelli - di mettersi a un tavolino e capire per quali attività più produttive utilizzarli». Il candidato sindaco sostiene che «ci sono altre azioni che possiamo portare avanti, in associazione con gli altri comuni italiani, perché nel nostro paese il vantaggio ottenuto dal lavoro di differenziazione effettuato nelle nostre case e nelle nostre imprese, è tutto spostato sull'industria che riutilizza il prodotto differenziato. Così il cittadino paga due volte: quando acquista per esempio una bottiglia di plastica, con il prezzo che è comprensivo del contributo ambientale e poi paga il servizio. E comunque va ripensata la contrattazione con gli industriali del riciclo». (f.t.)
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