In mille per dare l’addio al governatore Pagliai
Presenti centinaia di volontari della Misericordia, politici, imprenditori e gente comune Nella chiesa di S. Stefano è stato ricordato «per la sua generosità e la sua capacità di darsi»
EMPOLI. Quasi mille persone hanno partecipato all’addio a Giovanni Pagliai nella chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani. Centinaia i volontari della Misericordia arrivati da tutto il circondario e oltre, alcuni vestiti con la tradizionale montura nera, e con i rispettivi gonfaloni accompagnati dal fiocco nero. Ma per l’ultimo saluto c’era anche tutta la città; dal vicesindaco Carlo Pasquinucci di Empoli all’assessore Cristina Pezzatini in rappresentanza del Comune di Vinci, dal deputato Dario Parrini ai candidati alle prossime elezioni Brenda Barnini e Giuseppe Torchia. Accanto a loro anche Enrico Sostegni, sindaco di Limite e segretario della federazione Pd dell’Empolese Valdelsa.
E ancora: l’ex deputato Albeerto Fluvi, l’ex sindaco Varis Rossi, il consigliere regionale di Forza Italia Nicola Nascosti, rappresentanti delle forze dell’ordine, decine di imprenditori e tante persone comuni. Che avevano conosciuto e apprezzato Giovanni Pagliai. Un personaggio che aveva attraversato il mondo economico-finanziario come direttore generale della Cassa di risparmio di Firenze e come presidente di Cabel fino al 2012. Ma che anche dal punto di vista umano e della solidarietà ha portato avanti un lavoro preziosissimo. «Una volta lo invitai a essere meno largo con una persona - ha raccontato durante l’omelia don Guido Engels che ha officiato la messa insieme a numerosi sacerdoti della zona - e lui mi rispose: “Ma se questa persona chiede vuol dire che ha bisogno”. E infatti aveva ragione lui ». «Sapeva vedere - ha aggiunto - in ogni uomo la presenza di Dio». Lo stesso concetto è risuonato nelle parole dette all’inizio della cerimonia funebre dal figlio Federico che, ripercorrendo gli ultimi giorni di sofferenza del padre, «ha sottolineato la generosità, la capacità di darsi che ha contraddistinto la sua vita. E che lo ha salvato».
Tra le testimonianze di cordoglio anche quella del gruppo consiliare dell'Udc che «ricorda il suo impegno pluriennale al servizio dei più deboli ed indifesi esteso non soltanto alle realtà locali ma anche ai paesi del terzo mondo». E infine il vicesindaco di Vinci Alberto Casini che ha sottolineato «la sua disponibilità, l'intelligenza, l'autonomia di pensiero e la capacità di poter vedere le cose con lungimiranza, qualità rara ed essenziale che fa la differenza quando si ricoprono incarichi di grande responsabilità. Nel rapporto diretto,come tutte le grandi persone,era di una educazione e gentilezza unici, qualità che purtroppo si stanno perdendo nel panorama dell'economia e della finanza».
Al termine della cerimonia religiosa, il corteo funebre è passato davanti alla Misericordia dove sono state fatte suonare le sirene.
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