Italia
Manifattura, dati choc ma gli imprenditori credono nella ripresa
EMPOLI. E’ peggiorato ulteriormente il quadro economico occupazionale del settore dell’artigianato manifatturiero nel territorio dell’Empolese Valdelsa. Lo dice il report presentato ieri mattina all'A...
EMPOLI. E’ peggiorato ulteriormente il quadro economico occupazionale del settore dell’artigianato manifatturiero nel territorio dell’Empolese Valdelsa. Lo dice il report presentato ieri mattina all'Agenzia per lo sviluppo dall’Osservatorio socio economico del circondario Empolese Valdelsa in collaborazione con Cna e riferito al 2013.
I settori maggiormente in crisi sono le confezioni, il vetro e il legno ma non se la passano meglio nemmeno le calzature e la ceramica. Vede segni di ripresa invece la meccanica. In un panorama di fatturato e ordini col segno meno, il dato più incoraggiante viene proprio dagli imprenditori.
Il 40% degli intervistati (un campione di trenta aziende medio piccole del territorio) è fiducioso di vedere nel 2014 segni di ripresa e va avanti investendo. Certo i dati parlano chiaro e sottolineano il difficile momento economico che sta attraversando anche il nostro territorio.
In generale nel settore dell'artigianato manifatturiero, il fatturato 2013 su base annua è sceso del 20% rispetto al 10,26% del 2012. Gli ordini hanno fatto segnare un meno 22,50%, il doppio rispetto al 2012. Il 22,5% delle aziende intervistate ha detto di aver fatto ricorso al credito bancario, spesso con finanziamenti a medio e breve termine per risolvere problemi di liquidità piuttosto che per fare investimenti (tre quarti del campione ha detto no agli investimenti nel 2013).
Il 60% di chi lo ha fatto invece ha speso generalmente però solo dai 5 ai 25 mila euro investendo nei beni strumentali piuttosto che in immobili ed impianti o nell'amministrazione dell'azienda.
Altro tema caldo, e allarmante, è quello dell’occupazione: infatti solo il 5% del campione ha detto di essere propenso ad occupare nel corso del 2014. Per giunta nel 2013 hanno ripreso forza i contratti atipici passati dal 5 all’8% e la dinamica occupazionale parla di un meno 15%.
In sostanza molte aziende hanno licenziato senza riassumere. Entrando più nello specifico, solo il settore della meccanica ha fatto registrare segni positivi rispetto al 2012 nel fatturato, negli ordini (con un più 14,29% in entrambi i casi) oltre ad un più 2% nell’occupazione. Per il resto la crisi è aumentata.
Le confezioni perdono il 55,56% di fatturato e il 44,44% di ordini, le calzature perdono il 14,29% negli ordini e restano stabili nel fatturato ma solo grazie all’export, fattore sempre più importante nei fatturati aziendali. Nella ceramica si registra una forte perdita di posti lavoro (meno 25%), il settore legno (in particolar modo nella produzione di cornici tipica del Circondario) sono negativi i dati del fatturato e degli ordini (meno 20%) e quelli dell’occupazione (variazione del meno 22%).
L’aspetto che incoraggia sembra una propensione maggiore agli investimenti per il 2014 in tutti i settori tranne in quello del legno, per rilanciarsi e le aspettative a breve termine di una ripresa sembrano esserci almeno nel campione di aziende locali intervistate.
Filippo Cioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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