Il Tirreno

Empoli

Sessantamila “baciati” dalla manovra di Renzi

di Marco Pagli

Grazie al taglio Irpef nell’Empolese Valdelsa 20mila i lavoratori che avranno 60 euro in più al mese e invece 10 mila quelli che usufruiranno dell’incentivo più alto

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EMPOLI. L’annuncio è stato di quelli a effetto. La possibilità di ritrovarsi qualcosa come mille euro in più in busta paga all’anno ha sicuramente generato delle aspettative positive. Basti considerare come molti detrattori del presidente del consiglio, Matteo Renzi, si siano affrettati ad elargire giudizi lusinghieri sulla misura relativa al taglio dell’Irpef. In cosa consiste il piano è cosa ormai abbastanza nota, dopo due giorni di esposizione mediatica massiccia. In poche parole, a partire da maggio prossimo, chi ha un reddito al di sotto dei 1.500 euro netti al mese (indicativamente si tratta della fascia sotto i 25mila euro lordi all’anno, anche se Renzi ha aperto la porta alla possibilità che il tetto arrivi a 30mila euro in virtù delle varie detrazioni del caso) si ritroverà in busta una media di 80 euro al mese in più. A grandi linee è questo, anche se poi nello specifico i primi calcoli prefigurano scenari più complessi. Rimanendo sul generico, comunque, nell’Empolese Valdelsa a beneficiare della misura a favore della crescita dei consumi sarebbero all’incirca 60mila contribuenti su un totale che sfiora quota centomila. I dati sono quelli forniti dal Dipartimento delle Finanze, relativi alle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2012 negli undici comuni. Una base di partenza verosimile, ma non definitiva dal momento che nel computo potrebbero rientrare anche alcuni pensionati (che abbiamo calcolato nel 10-15% del totale) che per vari motivi hanno presentato la dichiarazione dei redditi e che invece non beneficeranno del taglio dell’Irpef.

Ma cerchiamo di entrare nel dettaglio. Come accennato, la quota di 80 euro al mese in più in busta in realtà è solo una media. Trattandosi della riduzione di un’aliquota (quella marginale per i redditi fino alla soglia ricordata sopra, dal 30% al 23%), la rimodulazione avverrà su base percentuale. Quindi i primi calcoli, che rimangono approssimativi ma in ogni caso più vicini alla realtà, parlano di circa 92 euro in più al mese per coloro che hanno uno stipendio intorno ai 750 euro netti al mese, 97 per coloro che invece dichiarano sui 950 euro, 83 per chi staziona sui 1.250 euro e circa 60 euro per chi invece gravita intorno a quota 1.500 euro netti al mese. Altro aspetto importante da sottolineare è che non dovrebbero rientrare tra i “fortunati” (anche se è in ballo un’agevolazione diversa) coloro che dichiarano un reddito annuo inferiore agli 8mila euro dal momento che questi hanno una detrazione che in sostanza azzera l’imposta. Le fasce di reddito che si riferiscono a queste soglie, desumibili dai dati sulle dichiarazioni dei redditi, sono appunto quattro: la prima (indicativamente 750 euro mensili) tra 7.500 e 10mila euro annui, la seconda (950 euro) tra 10mila e 15mila, la terza (1.250 euro) tra 15mila e 20mila euro e la quarta (1.500 euro) tra 20mila e 26mila. Ebbene, nell’Empolese Valdelsa i contribuenti che rientrano nella prima sono 6.700, quelli che stanno nella seconda poco più di 20mila, quelli nella terza 22.700 e nell’ultima sono 19.800. Togliendo quella quota indicativa del 10-15% di pensionati che dicevamo sopra, quello che emerge è che negli undici comuni ci saranno circa 6mila persone che alla fine dell’anno avranno quasi 1.200 euro in più (i 92 euro per tredici mensilità), poco meno di 18mila che invece potranno contare su 1.260 euro (97 per 13 mesi), altri 20mila che ne avranno 1.080 (83 euro per 13 mesi) e infine sui 17mila che vedranno crescere il loro reddito netto annuo di circa 780 euro (60 euro per tredici). Passando a guardare cosa accade nei comuni, a Capraia e Limite non dovrebbero rientrare nei benefici 185 contribuenti sotto gli 8mila euro e 1.172 sopra i 26mila euro, a Castelfiorentino 544 sotto 8mila euro e 1.974 sopra i 26mila, mentre a Cerreto 336 sotto la soglia minima e 1.324 sopra quella massima. A Certaldo, invece, sono 508 quelli sotto 8mila euro annui e 1.834 sopra i 26mila euro. A Empoli addirittura 1.458 sotto la soglia minima e 7.385 sopra quella massima e a Fucecchio 773 sotto la prima e 2870 sopra la seconda. A Gambassi e Montaione i numeri sono ridotti: nel primo 163 sotto 8mila euro e 610 sopra 26mila e nel secondo 131 e 475. A Montelupo nel primo gruppo rientrano 344 contribuenti e nel secondo 2.155,a Montespertoli 396 e 1.983, infine a Vinci 461 e 2.123.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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