Il Tirreno

Empoli

«Carro regolare, tutta colpa di un gruppo di scalmanati»

Idi Francesco Turchi
«Carro regolare, tutta colpa di un gruppo di scalmanati»

Il comitato si difende dopo l’incidente in piazza della Vittoria con 12 ragazzi feriti Ma c’erano già stati problemi di sicurezza, il sistema di controllo non ha funzionato

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EMPOLI. L’organizzazione si difende con rabbia, accusa una quindicina di scalmanati che avrebbero causato il disastro e “invita” la politica a prendersi le sue responsabilità. I Comuni dal canto loro sottolineano che il comitato aveva presentato tutta la documentazione necessaria per far sfilare i carri. Mentre sulla vicenda dei fuochi d’artificio, sparati nonostante non fossero ancora terminate le operazioni di soccorso, c’è un imbarazzo generale. Intanto le indagini vanno avanti per far luce sull’incidente che domenica pomeriggio ha rischiato di trasformare il “Carnevale sulle due rive” in tragedia, in piazza della Vittoria a Empoli che tradizionalmente viene invasa dall’evento vinciano. La certezza, al momento, è che una balaustra del carro ha ceduto e che decine di ragazzi sono volati giù: dodici di loro, di età compresa tra 11 e 17 anni, sono finiti all’ospedale. Quasi tutti sono stati dimessi. Ma le condizioni di una di loro sono ancora preoccupanti. È stata sottoposta a un intervento chirurgico per l’asportazione della milza e la prognosi resta riservata.

Il presidente del comitato, Giancarlo Rocchini, è un fiume in piena: «Per una partita di calcio se arrivano dieci tifosi ospiti si mobilitano le forze dell’ordine e si blinda una città. Per entrare allo stadio ci sono tornelli e metal detector, non puoi portare neanche l’accendino. Il carnevale è gratis. È il frutto del lavoro di trenta volontari che da settembre lavorano incessantemente per garantire una festa ai bambini». Che però è stata rovinata – secondo Rocchini – da un gruppo di ragazzi più grandi, che in teoria su quel carro non avrebbero dovuto salirci: «Lo possono testimoniare i volontari e lo confermano le telecamere della videosorveglianza. A un certo punto una quindicina di ragazzi, che probabilmente hanno dei grossi problemi di comportamento, sono saliti e hanno iniziato a spingere in maniera sconsiderata. E alla fine la balaustra ha ceduto». Tutto questo nonostante l’invito alla calma dei volontari: «Il carro era fermo. Gli dicevano di smettere, e sono stati mandati a quel paese. Ci stavamo riunendo proprio per farli scendere, ma non c’è stato il tempo». Quindi la stoccata alla politica: «Invece di criticare e presentare domande d’attualità (Gaccione e Bini di PdCi-Rifondazione, ma anche Borgherini del Pdl, ndr), dovrebbero pensare a come mai i giovani si comportano in questo modo». Poi Rocchini parla dei carri e risponde a chi sottolinea che sono vecchi di almeno 25 anni: «Si tratta di carri dismessi, sopra i quali noi ricostruiamo la struttura. Che è a norma: c’è tutta la documentazione. La balaustra che ha ceduto, per fare un esempio, ha la struttura in ferro alta 80 centimetri e le sbarre in legno a una distanza di otto centimetri l’una dall’altra, proprio per evitare che i bambini ci mettano la testa col rischio di restare incastrati. Ma se poi ci salgono i ragazzi più grandi e fanno pressione spingendo la gente, può cedere».

E infatti già nelle prime uscite del Carnevale si erano verificati dei problemi. Al punto che il comitato, il 27 febbraio scorso, aveva pubblicato sul proprio sito un comunicato: «Purtroppo ai fini della sicurezza dei partecipanti e degli organizzatori è necessario cercare di limitare l’accesso ai carri. Dalla prossima domenica l’accesso sarà libero per tutti i bambini mentre gli adulti che vogliono salire dovranno munirsi di un bracciale che consente libero accesso ai carri. I bracciali posso essere ritirati presso lo stand del comitato». Ma il sistema non ha funzionato.

Nella prima ricostruzione si è parlato anche di ragazzi che avrebbero cercato di salire proprio aggrappandosi alla balaustra: «Dalle immagini questo non si vede, ma lo sostengono alcuni testimoni». Sui fuochi: «La Juventus ha giocato una finale di Coppa Campioni, dopo che erano morti 39 tifosi (all’Heysel nel 1985, ndr). Ora si punta il dito contro di noi. Ci dispiace infinitamente per quello che è successo».

Su questo aspetto interviene anche il vicesindaco di Vinci, Alberto Casini, che in accordo con Rocchini ha dato l’ok allo spettacolo pirotecnico: «C’erano già mille persone sul ponte e le forze dell’ordine erano tutte concentrate in piazza della Vittoria. Abbiamo ritenuto opportuno andare avanti per motivi di ordine pubblico». Intanto ieri sera il vicesindaco di Empoli, Carlo Pasquinucci, ha risposto alla domanda d’attualità e alle sollecitazioni bipartisan volte a fare chiarezza sulla vicenda: «Gli organizzatori avevano presentato tutta la documentazione necessaria, che metto a disposizione del consiglio. Avevano ottenuto l’ok della polizia municipale e fornito la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) al Suap, comprensiva di polizza assicurativa e collaudo del mezzo firmato da un tecnico. Abbiamo concesso il patrocinio alla manifestazione, ma non il contributo, a causa delle ristrettezze economiche del bilancio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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