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È il giorno della verità per 129 lavoratori Shelbox
Summit in Provincia curatela-istituzioni-sindacato: senza accordo scatta la mobilità Intanto è caccia agli interessati, immobili e attrezzature valgono 18 milioni di euro
CASTELFIORENTINO. Per il popolo della Shelbox, in presidio da 14 mesi, è arrivato “il giorno dei giorni”. Quello dove si decide il loro futuro. Oggi pomeriggio si riunisce in Provincia il tavolo con sindacati, istituzioni e curatela. O si arriva a un accordo per il prolungamento della cassa integrazione oppure da giovedì partiranno le lettere di licenziamento per 129 lavoratori. Il nodo è sempre lo stesso. Per la Cgil i requisiti che danno diritto alla Cigs ci sono tutti: attualmente la metà dei 147 dipendenti iniziali usufruisce dell’ammortizzatore sociale (48 sono temporaneamente distaccati e altri 19 sono andati in pensione o si sono licenziati). E poi c’è anche almeno un imprenditore che ha manifestato un interesse concreto a far ripartire la produzione: l’ingegnere Marco Di Lauro che vorrebbe affittare un ramo d’azienda per realizzare prefabbricati da inviare in Sudamerica. Il tutto utilizzando 70-80 lavoratori attualmente in “cassa”. Un ulteriore punto a favore degli operai, che si rifiutano di firmare la liberatoria che il giudice fallimentare pretenderebbe. Con questo documento qualora il Ministero (tra qualche mese) negasse la “cassa”, i lavoratori dovrebbero restituire quanto percepito in anticipo e perderebbe ancora una fetta di mobilità.
Intanto ieri il curatore Marchini ha pubblicato l’avviso di manifestazione d’interesse per l’acquisto della Shelbox. Strizzando l’occhio anche alla Cina: l’annuncio è stato infatti pubblicato, in doppia lingua, anche su un sito internet specializzato nella ricerca di investitori con gli occhi a mandorla. Chi è interessato può farsi avanti entro il 31 marzo.
«Il complesso – si legge sull’avviso – è costituito da capannoni industriali sia aggregati che singoli, zone per servizi e uffici ed estese aree pertinenziali adibite alla movimentazione e stoccaggio dei materiali nonché all’esposizione dei prodotti finiti. Gli immobili costituenti il complesso industriale sono in parte di proprietà della Shelbox Spa ed in parte della Fin-Eco Leasing Spa, in uso alla Shelbox per mezzo di contratti di locazione finanziaria e sono stati complessivamente stimati in 17.575.000 euro. Il complesso è dotato inoltre di impianti, attrezzature, macchine d’ufficio, mobili e arredi e rimanenze di materie prime e prodotti finiti come da inventario e stima per 774.036 euro. (f.t.)
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