L’ex sindaco Varis Rossi bacchetta i due candidati
«Avete agito come lupi travestiti da agnelli: dopo aver sbranato le pecore avete incolpato il pastore incapace di smascherarvi», dice a Barnini e Torrigiani
EMPOLI. «Che brutta giornata! I giornali informano sul confronto fra i 2 candidati alle primarie del Pd. Un uomo e una donna che non hanno dato una buona immagine, se pensiamo che si autopropongono a governare Empoli», a dare un giudizio così lapidario del secondo confronto prima delle primarie, è Varis Rossi, ex sindaco di Empoli. «Il messaggio a cui tenevano molto era quello di descriversi come estranei, nel corpo e nell'anima, dall'attuale giunta, al suo sindaco – prosegue Rossi – Facile titolare "uniti contro l'attuale giunta". Addirittura una pagina del giornale con quel titolo e quel resoconto, è stata attaccata al vetro della sede del Comitato di uno dei due contendenti, in via Ridolfi. Non si fa politica, non si fa politica buona, né buongoverno se l'arroganza e la cattiveria ci caratterizzano».
Rossi punta il dito sul fatto che entrambi i candidati hanno fatto parte, a titolo diverso, di quel “governo”. « Essere stati assessore e capogruppo e segretario piccolo e grande del Pd non è poca cosa – prosegue l’ex sindaco – si può contribuire a correggere, a suggerire soluzioni diverse, strade da percorrere, come a fermare scelte sbagliate o improprie». Poi si rivolge direttamente a Barnini e a Torrigiani: «Nessuno di voi è andato a ristorante da semplice cliente ed ha scelto un menù da altri cucinato– sottolinea Rossi – Scherziamo! Siete stati entrambi in cucina e non avete solo lavato i piatti, purtroppo. Siete usciti dall'anonimato grazie al Comune di Empoli; avete avuto modo di avvicinarvi alla vita dei cittadini di Empoli, una grande occasione per chi si mette a disposizione di un'idea politica che abbia al centro il governo della Città. Peccato che, in questa circostanza che vi ha portato a litigare su chi l'aveva più lungo il manifesto, vi siete uniti sul rinnegamento dell'operato, anche vostro, ma soprattutto del vostro sindaco e della sua giunta. Sarei contento se, chi di voi fosse scelto non solo alle primarie del Pd, riuscisse a costruire almeno una Casa dei Canguri!»
Poi anche Rossi si affida a una metafora. «Il sindaco attuale, Luciana Cappelli, ha fatto come il pastore che difende il suo gregge dai lupi. Difficile però farlo quando i lupi sono presenti nel gregge medesimo. Camuffati da agnelli, miti nelle apparenze necessarie per rimanere nel gregge per sbranare più pecore possibili, incolpando così il pastore che non è riuscito a smascherarli ed allontanarli. Meno male che in questa città ci sono state anche altre iniziative, come quella di lunedì 24 febbraio alla Perla». E il riferimento alla candidatura di Dusca Bartoli (per la lista di sinistra nata da Fabbrica Comune ) è esplicito.
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