Il Tirreno

Empoli

Addio agli stereotipi, gli anziani empolesi risorsa per la città

di Filippo Cioni
Addio agli stereotipi, gli anziani empolesi risorsa per la città

È il risultato di un’inchiesta di associazione AnnA e Pontormo: «La terza età non è più vista come un costo per la società»

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EMPOLI. Novanta cittadini empolesi intervistati durante un'intera settimana, di ogni fascia di età e senza distinzione di sesso. Il tema? L'anzianità e cinque domande a cui dover rispondere: a che età si diventa vecchi, tre aggettivi per descrivere un anziano, cosa può fare la società per gli anziani, come fare ad invecchiare felici e cosa fa venire in mente la parola ruga.

L'inchiesta è stata raccolta in un video presentato mercoledì sera al cinema La Perla di Empoli in occasione di "Rughe". Una serata organizzata dall'associazione di animatori e operatori geriatrici AnnA in collaborazione con Comune di Empoli, Rete Civica, Unicoop Firenze e altri partner tra cui il liceo Pontormo e cinema La Perla. Inizialmente è stato proiettato il film di Ignazio Ferreras "Arrugas" tratto dal grafic novel "Rughe" di Paco Roca, pellicola che narra le avventure di Emilio e Miguel, due anziani che stringono amicizia in una residenza geriatrica. E lì, dove per molti la vita sembra ormai finita, per loro sta iniziando di nuovo. Una storia commovente, preludio alla videoraccolta di interviste montate da Silvia Melani e raccolte sul territorio cittadino da cinque studentesse dell'indirizzo psicopedagocico del Pontormo di Empoli (Adriana Bargagli, Bianca Del Giudice, Camilla Seriacopi, Irene Matteucci e Ilaria Fluvi con la collaborazione di Elisabetta Coscia). «Siamo andati nei luoghi più frequentati della città - hanno spiegato Luca Carli Ballola e Marco Tafi dell'associazione AnnA - come il mercato, il centro commerciale di via Sanzio e l'ospedale San Giuseppe. Abbiamo rivolto cinque domande sul tema dell'anzianità a diverse fascie d'età. L'aspetto più importante che emerge è l'importanza incoraggiante che gli intervistati generalmente attribuiscono agli anziani. Per esempio nell'accudire i figli piccoli, nell'essere un punto di riferimento per molte famiglie. Viene abbattuto quello stereotipo che a livello sociale troppo spesso considera gli anziani come un costo e un carico sulle spalle della società».

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