Il presidio
I lavoratori della Shelbox "occupano" il Comune
Il corteo silenzioso ha attraversato le vie del centro di Castelfiorentino fino al Municipio: un gesto simbolico dei lavoratori per lanciare l’ennesimo grido d’aiuto. L'incontro col sindaco Occhipinti che ha assicurato il suo supporto
CASTELFIORENTINO. Un gesto simbolico per lanciare l'ennesimo grido di aiuto. Per rimarcare che la Shelbox è una bomba sociale che sta per esplodere. Lunedì i lavoratori dell'azienda (fallita) che produceva casette mobili sono partiti in marcia e in questo momento e, dopo aver attraversato le vie del centro di Castelfiorentino, sono andati ad occupare - in maniera pacifica - il Municipio (FOTO). Qui sono stati ricevuti dal sindaco Occhipinti, che ha parlato a lungo con la maestranze.
Una decisione presa anche alla luce dell'ennesima fumata grigia con la quale si è concluso il summit in Provincia di pochi giorni fa alla presenza del curatore fallimentare Mario Marchini e della Rsu guidata da Massimo Simoncini e Maurizio Garofano. Nei prossimi giorni ci saranno nuovi incontri, ma ormai è una corsa contro il tempo per evitare un naufragio che rischia di travolgere la Valdelsa. La politica deve dare una risposta a quell'appello lanciato da Papa Francesco nell'udienza del 29 gennaio scorso: «Fate il massimo per loro». E lo deve fare in tempi ormai brevissimi: il 5 marzo scadrà la cassa integrazione per 147 lavoratori della Shelbox . E se entro quel giorno non spunterà un possibile acquirente (o non si troverà una soluzione alternativa) scatterà la mobilità. Ma tutti stanno lavorando per arrivare a una proroga della cassa integrazione. Nel frattempo l'azienda andrà all'asta: la prima - che era stata annunciata per gennaio - è slittata e si terrà nel corso di questa settimana.
Secondo la Rsu i requisiti per prolungare la cassa integrazione ci sono, in quanto oltre il 30 per cento dei lavoratori al momento non usufruisce dell'ammortizzatore sociale: rispetto ai 147 dipendenti di un anno fa, 23 si sono licenziati e altri 40 hanno trovato un'occupazione temporanea. Ma il curatore avrebbe posto ulteriori vincoli. Il sindaco Occhipinti - durante l'incontro nella sala rossa del Municipio - ha assicurato il pieno supporto ai lavoratori. "In un momento di crisi acuta quale è quello che l’Italia sta vivendo – sottolinea il sindaco – abbiamo bisogno di un quadro normativo chiaro, ma anche che i soggetti deputati all’interpretazione delle norme abbiano un occhio di riguardo alla specificità delle varie situazioni di crisi. In tutti questi mesi, i lavoratori della Shelbox hanno condotto una battaglia encomiabile non solo per difendere i loro diritti e la loro dignità, ma anche per non disperdere il capitale umano, professionale e produttivo dell’azienda, tenendo alta l’attenzione dell’opinione pubblica su una questione che, per i riflessi occupazionali e per le ripercussioni sull’intero assetto socio-economico del territorio, riguarda tutti”.
VIDEO: LA MANIFESTAZIONE IN COMUNE
“L’impegno che ho assunto stamani – prosegue il sindaco – è quello di scrivere al giudice delegato per invitarlo a riconsiderare la sua posizione, nonché confermare al curatore che quell’area è e rimarrà a destinazione produttiva. Contemporaneamente, mi attiverò con la Provincia e la Regione Toscana affinché questa posizione sia condivisa ai vari livelli istituzionali e di governo. La Cassa integrazione, unica fonte di reddito per questi lavoratori, è non solo ciò che oggi consente loro di sopravvivere, ma anche quella che da corpo e sostanza alla parola “speranza”. La speranza di poter arrivare ad una svolta che possa realmente costruire un futuro migliore per quest’area produttiva. Per tutti questi motivi, non ci possiamo rinunciare”.

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