Al lavoro per tre euro l’ora e a dormire in “gabbie”
Scoperti dai vigili urbani trenta dormitori in un capannone di una ditta cinese Bagno e cucina in precarie condizioni igieniche, capi prodotti per dieci euro
CASTELFIORENTINO. Uno sfruttamento spinto all’estremo: 17 operai cinesi che lavorano dal pomeriggio alla notte per tre euro l’ora. Che vivevano in piccoli locali di un metro e mezzo per tre. Con l’uso di cucina e bagno in precarie condizioni igieniche. E che producono per note aziende castellane pantaloni e camicie. Capi che finiti vengono pagati alla proprietaria della confezione dieci euro l’uno. E che poi vengono venduti al pubblico da 130 euro in su. Questa la situazione scoperta dai vigili urbani dell’Unione dei Comuni. Si tratta del comando territoriale di Castelfiorentino, Montaione e Gambassi terme.
Sono stati vari i controlli grazie a un servizio effettuato nella notte. Gli agenti, coordinati da Marco Chiarugi, hanno controllato un capannone nella zona industriale di Cambiano dove ha sede una confezione gestita da un’imprenditrice cinese. Nel capannone sono stati trovati appunto trenta dormitori e locali in precarie condizioni igieniche. Per le strutture abusive realizzate e per il cambio di destinazione d’uso che è stata fatta dall’imprenditrice cinese, i vigili urbani hanno inviato un fascicolo alla procura di Firenze (il cambio di destinazione è un illecito penale mentre per le opere abusive all’interno scatta la sanzione amministrativa).
I 17 operai, che sono stati trovati al lavoro verso le 23, avevano tutti i documenti in regola. La loro età media è sui 25 anni. Secondo quanto riferito ai vigili urbani, i lavoratori prendono tre euro all’ora. La proprietaria ha invece spiegato di lavorare per alcune note aziende di Castelfiorentino e di ricevere 10 euro per ogni capo finito. Mentre, invece, il capannone, è di proprietà di un castellano.
I vigili urbani sono intervenuti anche alla stazione di Empoli dove, con l’aiuto di una pattuglia del comando territoriale di Empoli, hanno allontanato cinque persone che avevano occupato un vagone fermo. Erano tre italiani, una donna di origine romena e un uomo albanese. Avevano bevuto troppo e probabilmente volevano trascorrere la notte in quel vagone.
E infine i vigili urbani hanno denunciato un giovane che all’altezza di Pesciola, sulla 429, era alla guida della sua auto con tasso alcolemico pari al doppio di quello consentito dalla legge.
(l.a.)
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