Il sindacato scuote l’Unione: «Così non va»
Giorgetti: è un ente aggiunto, invece dovrebbe semplificare. Serve un cambio di passo condiviso
EMPOLI. A 100 giorni dalle amministrative negli undici comuni dell’Unione, la Cgil fa il punto della situazione nei municipi, andando a battere sulle questioni che maggiormente hanno messo in evidenza punti di criticità. Spazio dunque ad un’indagine che è andata a toccare, come argomenti, il lavoro pubblico, l’Unione dei Comuni, governance e dirigenza. «In una zona come la nostra del circondario Empolese Valdelsa - esordisce Alessandro Giorgetti di Cgil Fp - l’efficacia della pubblica amministrazione è indubbiamente un fattore di sviluppo e il valore di questo lavoro pubblico deve essere tema centrale. Abbiamo vissuto una fase importante: attacco ai fannulloni, tagli di stipendi, il blocco delle contrattazioni che hanno reso le amministrazioni più gerarchiche e impermeabili alla partecipazione dei lavoratori, comportandone un continuo aumento di bisogni da parte dei cittadini». Come spiegato da Giorgetti e Barbara Rutilensi di Cgil, nell’anno 2013 sono state perse, nel settore del pubblico impiego, 15 unità lavorative, le quali sono state parzialmente reintegrate attraverso mobilità da altri enti, senza chiaramente effettuare nuove assunzioni. Nel mirino anche l’Unione dei Comuni che «rischia di svantaggiare i singoli municipi - continua Giorgetti - quest’organo dovrebbe favorire gli undici comuni raccolti e agevolare la semplificazione amministrativa affinché liberi risorse da investire in servizi per i cittadini, riducendo gli adempimenti burocratici in mano ad ogni singolo comune. Ad oggi, invece, l’Unione si comporta come il dodicesimo ente locale dell’Empolese Valdelsa».
L’Unione e i municipi dovrà poi anche fare i conti con una riorganizzazione della sua macrostruttura «in ambito di governance e dirigenza - conferma Giorgetti - i prossimi amministratori dovranno ridurre del numero dei dirigenti, come imposto dalla nuova normativa. La riorganizzazione degli enti deve richiedere il pieno operato dei lavoratori. Bisognerà dunque definire il ruolo del pubblico nei vari interventi e andare a liberare le professionalità presenti nei Comuni garantendo un nuovo ruolo ai dipendenti». Dito puntato anche sui servizi appaltati nei quali la clausola sociale, a tutela dei lavoratori durante i cambi d’appalto, dovrà essere un impegno di tutte le amministrazioni. Infine «vogliamo che venga fatta chiarezza sul ruolo dell’Unione e che venga fatta una programmazione coerente insieme ai singoli Comuni - conclude Giorgetti - con le scelte che dovranno essere condivise da sindacati, lavoratori e cittadini. Occorre urgentemente provvedere ad una semplificazione amministrativa realizzabile solo attraverso fusioni tra municipi». (c.c.)
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