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In mille senza sostegni flop della cassa in deroga
Circa cinquecento domande presentate dopo agosto non sono state autorizzate e in altrettanti casi i pagamenti sono in arretrato di circa quattro mensilità
EMPOLI. Tra i lavoratori in arretrato con i pagamenti e quelli a cui ancora non sono state accettate le domande per mancanza di fondi, nell'Empolese Valdelsa la cassa in deroga sta lasciando per strada quasi un migliaio di persone. E sembra un paradosso, dal momento che solo pochi giorni fa sono arrivati in Regione 26 milioni e mezzo per finanziare questo ammortizzatore. Un ammortizzatore figlio della crisi (introdotto nel 2004, è stato fortemente potenziato dal 2009) e rivolto alle piccole realtà produttive e commerciali, oltreché a parte di quell'esercito di precari lasciati fuori dalla copertura degli ammortizzatori tradizionali. Tuttavia, il peggio deve ancora arrivare o comunque arriverà presto, visto che tale paracadute è stato disconosciuto prima ancora che arrivasse all'età della pubertà. Da quest'anno, infatti, per accedere alla cassa in deroga saranno necessari requisiti maggiori e la platea che rimarrà fuori da ogni tipo di tutela aumenterà ulteriormente.
Ma partiamo da coloro che avrebbero maturato i requisiti nel corso dello scorso anno e che dovrebbero essere i beneficiari delle risorse sbloccate all'inizio di questo mese dal governo che le ha girate alla Regione (che dal 2011 è il referente per le pratiche di cassa in deroga). Il condizionale, come si suol dire, è d'obbligo visto che questa platea nel circondario è composta da circa 400 lavoratori del circondario che non avranno quanto dovuto e altrettanti – se non qualcosa in più – che invece per ora non vedranno nemmeno un centesimo. Come si spiega nella nota diffusa dall'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini, «le autorizzazioni permetteranno di dare risposta a tutte le domande arrivate entro la prima metà di agosto. Purtroppo anche questo ulteriore stanziamento non è sufficiente a sanare il pregresso per l'intero 2013, che resta ancora largamente senza risposta». Insomma, chi era già stato autorizzato o è stato autorizzato da poco riceverà parte degli arretrati. Ma rimarranno, comunque, ancora indietro di mesi. «Nel nostro territorio stimiamo che i lavoratori coinvolti siano circa quattrocento – spiega Rossano Rossi, segretario della Camera del lavoro di zona – ormai i ritardi sono diventati strutturali e ogni trimestre si pagano gli arretrati del trimestre precedente. In sostanza, mancano ancora tre o quattro mensilità che se tutto va bene saranno saldate in primavera. La situazione, come è facile intuire, sta diventando insostenibile anche perché al netto degli annunci che ci vorrebbero già fuori dalla crisi, i segnali nella nostra zona stanno continuando a peggiorare e le necessità aumentano sempre di più». A comprovarlo, poi, ci sono coloro che hanno richiesto la cassa integrazione in deroga dopo agosto dell'anno scorso e le cui domande non sono state ancora autorizzate e non perché non ricorressero i requisiti bensì per mancanza di fondi. A livello regionale si tratta di 6.950 richieste che coinvolgono 19mila lavoratori. Centinaia sul territorio ancora in attesa di quello che dovrebbe essere già stato riconosciuto, ma che ancora attende lo sblocco da Roma. Uno sblocco che, sempre secondo l'assessorato regionale al lavoro, necessiterebbe di altri 40 milioni di euro in Toscana. Tuttavia, come accennato, le prospettive non sono tra le più rosee. Secondo il dettame della riforma Fornero, infatti, i sussidi in deroga – sia cassa che mobilità – avrebbero dovuto essere cancellati a partire dall'inizio del 2014. Non sarà così del tutto, anche se l'accesso sarà ristretto. Per quanto riguarda la cassa, il sussidio verrà erogato per non più di 8 mesi e bisognerà aver maturato un'anzianità lavorativa di 12 mesi (contro i 90 giorni necessari fino all'anno scorso). La cassa in deroga, inoltre, non sarà concessa più per i fallimenti e saranno esclusi gli apprendisti. Dal 2015 e fino a fine 2016, poi, il sussidio potrà essere concesso fino a 6 mesi nell'arco di un anno e a 12 mesi nell'arco di un biennio mobile per andare ad esaurirsi in quest'ultimo anno. La mobilità in deroga avrà termini ancora più stretti. Per il 2014 potrà essere concessa per un massimo di 7 mesi per chi ha beneficiato di meno di 3 anni del sussidio e per un massimo di 5 mesi per chi ha già usufruito del sussidio per tre anni o più.Mentre da gennaio 2015 alla fine del 2016 il trattamento di mobilità in deroga non può più essere concesso ai lavoratori che già ne hanno beneficiato per 3 anni o più, anche non continuativi.
Marco Pagli
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