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Le verifiche a basso costo sui capannoni sono un flop

EMPOLI. La cultura in termini di prevenzione è lacunosa e sempre più spesso certi argomenti tornano d’attualità soltanto in seguito a disastri. Che si tratti di terremoti o alluvioni. E gli enti...

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EMPOLI. La cultura in termini di prevenzione è lacunosa e sempre più spesso certi argomenti tornano d’attualità soltanto in seguito a disastri. Che si tratti di terremoti o alluvioni. E gli enti pubblici finiscono puntualmente nel mirino. Ma anche i privati, stavolta, hanno perso una buona occasione.

Nel marzo 2013 Cna dell’Empolese Valdelsa – sull’onda emotiva del sisma che aveva appena colpito la Garfagnana – aveva firmato un patto con un pool di esperti per evitare conseguenze drammatiche in caso di terremoto, offrendo controlli anti-sismici a basso costo nei capannoni del circondario: «Così si fa prevenzione – aveva sottolineato l’allora coordinatore Paolo Gianassi – e si dà una mano al settore edile, in ginocchio per la crisi».

Ebbene, in un anno le verifiche sono state meno di dieci. Sicuramente la crisi non favorisce questo tipo di operazioni, con gli imprenditori che ogni giorno devono fare i conti con tasse, utenze, burocrazia e difficoltà dei mercati. Ma con 150 euro si sarebbero assicurati il sopralluogo del professionista, che avrebbe ricostruito la storia progettuale, costruttiva e sismica dell’immobile. Poi, eventualmente, si poteva passare a uno step successivo, con un’indagine diretta sul fabbricato: «Purtroppo – sottolinea amaramente l’architetto Antonio Cinquini, alla guida del pool composto anche da un ingegnere, un geologo e due geometri – in questo Paese non c’è spazio per la prevenzione. Chi guida un’azienda dovrebbe anche sapere se l’edificio sarebbe in grado di resistere a una sollecitazione sismica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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