Il Tirreno

Empoli

Spesa di 100 euro all’anno per un conto in banca

di Marco Pagli

Viaggio nella giungla delle offerte secondo le esigenze di una famiglia standard Soltanto due istituti del territorio offrono un prodotto a zero spese

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EMPOLI. Ormai è diventata una cartina di tornasole (quasi) imprescindibile. Che sia studente, che sia precario o meno, che sia lavoratore dipendente o imprenditore, persino pensionato, il conto corrente è necessario. Le esigenze mutate dalla rivoluzione informatica, ma anche e soprattutto le disposizioni di legge sempre più stringenti sulla trasparenza hanno portato acqua al mulino degli istituti di credito.

Tuttavia, al netto delle novità in materia di imposta di bollo (spiegate nel dettaglio sotto), i costi per la gestione del proprio conto rimangono invariati o quasi. Insomma, non c'è crisi né aumento – potenziale almeno – dei clienti che tenga, per tenere i propri soldi in banca quel centinaio di euro all'anno vanno messi in conto. Mettersi nei panni di un cliente medio che naviga attraverso i siti dei principali istituti presenti sul territorio dà la misura di quanto detto. L'indicazione, ovviamente, non può che essere di massima dal momento che ogni banca propone numerosi profili adattabili ad un soggetto piuttosto che ad un altro. A seconda dell'età, della dimestichezza con il web (con le soluzioni per l'home banking) e della professione, i costi e le possibilità d'azione cambiano a volte anche notevolmente.

Nel nostro viaggio abbiamo considerato le esigenze appunto di una famiglia standard alla ricerca di un conto meno dispendioso possibile e con operatività medio-bassa. Un conto da utilizzare principalmente per l'accreditamento dello stipendio da lavoro dipendente, per il pagamento delle utenze e delle varie spese legate alla vita di tutti i giorni. Come accennato, nella maggior parte dei casi per la tipologia presa in considerazione il conto corrente ha un costo intorno ai 100 euro per il solo mantenimento. Solo di spese di tenuta spesso si superano i novanta euro. A parte pochissime eccezioni legate alle banche del territorio, infatti, questa voce ha un peso trimestrale che può andare da 5 euro fino a 24 euro (addirittura si sforano i 30 euro con giacenze medie basse).

Un risparmio su tale voce si può avere nel caso in cui si prediligano le operazioni online, se si effettui la domiciliazione dello stipendio o delle utenze domestiche, se si mantenga una giacenza media al di sopra di un determinato tetto oppure per età. In ogni caso, c'è da sottolineare che in questo tipo di conti le operazioni che sono comprese nelle spese di tenuta conto sono quasi tutte illimitate. Stessa cosa si può dire delle spese per l'apertura del conto, che sono azzerate nella stragrande maggioranza dei casi anche se non mancano istituto che invece le mantengono (all'incirca 10 euro) prediligendo sconti su altre voci.

Un altro capitolo riguarda i costi extra, cioè le cosiddette spese variabili. Quelle che abbiamo preso in considerazione sono le due più comuni, cioè le commissioni sul bonifico bancario effettuato allo sportello su un banca diversa dalla propria e quelle sul prelievo bancomat da un altro istituto. Per quanto riguarda le prime le cifre imposte hanno variazioni anche importanti da banca a banca. Si va, infatti, da un costo pari a zero (un solo caso dei quindici vagliati) ad uno che supera i 6 euro.

Mentre sulle seconde l'oscillazione è meno evidente, dal momento che il massimo è 4,50 euro e il minimo 1,29 euro. Le voci a cui fare attenzione, comunque, sono molte. Si va dalle spese per l'invio dell'estratto conto (si paga sempre, nella maggior parte dei casi un euro, quello cartaceo, mentre online è quasi sempre gratuito) ai costi per le carte di credito (con differenze sostanziali), dalla domiciliazione delle utenze all'emissione di assegni. Un'attenzione particolare, inoltre, va posta sulle commissioni di pagamento per i bollettini o per imposte come ad esempio il canone Rai: anche in questo caso ci sono differenze da istituto ad istituto e anche nella modalità in cui viene effettuato il versamento (se cioè avviene allo sportello, per telefono o tramite internet).

Tuttavia, la possibilità di avere un conto a zero spese o quasi c'è. Le banche del territorio, nella fattispecie la Banca di credito cooperativo di Cambiano e la Cassa di Risparmio di San Miniato, offrono ai propri clienti (la prima in forma fissa, la seconda secondo una formula limitata nel tempo ma comunque riproposta ormai da tempo) la possibilità di aprire un conto senza spese fisse e rimborsando addirittura le imposte di bollo statale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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