Italia
«Mio padre preso in giro perché fu tra i primi a scappare»
Anche Sandro Marini ha raccolto l’invito del nostro giornale. E ci ha inviato una testimonianza, quella che gli è stata passata dal padre Aulo Marini. Un piccolo spaccato di ricordo ma estremamente...
Anche Sandro Marini ha raccolto l’invito del nostro giornale. E ci ha inviato una testimonianza, quella che gli è stata passata dal padre Aulo Marini. Un piccolo spaccato di ricordo ma estremamente significativo di quello che fu quella giornata: un momento di festa che all’improvviso divenne morte e disperazione. Quando nessuno se lo aspettava.
«Come tutte le domeniche mattina – ha raccontato mio padre Aulo, classe 1925 - c'era un gruppo di ragazzi tra i diciotto e iu vent’anni al bar Sammontana ad aspettare l'ora di pranzo. Fra loro c’era anche Luciano Degl’Innocenti, che giocava in quei tempi nell’Empoli».
«Quando scattò l'allarme - va avanti Sandro Marini - il mio babbo, che aveva già preso il bombardamento a Prato, scappò immediatamente per imboccare via Marchetti e rifugiarsi sui giardini (l’attuale piazza Matteotti, ndr); lo presero anche un po' in giro perché gli altri non s'immaginavano quello che li aspettava».
«Ma non fece in tempo a infilarsi in una buca che quasi tutti lo avevano ripreso - racconta ancora Marini - la cosa che mi ha sempre colpito nel suo racconto è che, secondo lui, uno dei suoi amici in via Marchetti fu preso in pieno dallo spostamento d'aria che arrivava dalla ferrovia attraverso via Leonardo da Vinci e piazza Farinata e fu mandato a sbattere a destra e a sinistra sulle pareti delle case».
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