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Rischio stangata per 6mila famiglie che non pagano il canone Rai

Rischio stangata per 6mila famiglie che non pagano il canone Rai

Controlli di ispettori e guardia di finanza nelle case: multe fino a 500 euro a chi non è in regola. Ma nei comuni dell’Empolese Valdelsa l’evasione è dimezzata rispetto a due anni fa

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EMPOLI. Nell’Empolese Valdelsa un buon 12% di evasori del canone Rai (circa 6mila famiglie) rischiano di ricevere la visita degli ispettori o direttamente della Guardia di finanza nella propria abitazione, con una sanzione che può arrivare a 500 euro. Per evitare tutto ciò, basta versare i 113,5 euro entro il 31 gennaio prossimo. Il canone è un imposta sulla detenzione di apparecchi radiotelevisivi da sempre considerata tra le più odiate dai cittadini. Ciò si poteva dire, a buon titolo, anche a proposito del nostro territorio fino a qualche anno fa. Quando, insomma, le percentuali di evasione gravitavano sulle medie regionali e soprattutto nazionali. I controlli molto più serrati, resi possibili dal'entrata in campo dal 2006 dell'Agenzia delle Entrate (che in ogni caso a tutt'oggi rimane un semplice esattore per conto della Rai stessa e non, come invece chiedono alcuni, il titolare della servizio), invece hanno prodotto risultati eccezionali negli ultimi anni.

Se prima, infatti, per pagare era il contribuente a dover compilare il bollettino, adesso quest'ultimo arriva direttamente a casa già compilato e pronto per il versamento. Ed è quindi molto più complicato rimanere invisibili agli occhi degli ispettori, dal momento che – al netto di coloro che hanno effettuato una disdetta perché non hanno tv in casa oppure perché sono esenti dal pagamento – chi non paga viene subito individuato e di conseguenza la sanzione arriva quasi certamente, puntuale e mirata. E allora se non si può fare a meno della televisione, tanto vale pagare il canone. Questo deve essere stato anche il ragionamento di molti cittadini negli undici comuni, che sono emersi dall'evasione e hanno deciso di versare l'imposta per un totale dell'87,5% di paganti.

Percentuale molto più alta rispetto a quella nazionale (calcolata in appena il 75%) e a quella regionale e provinciale (intorno all'84%).

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