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Centinaia di avvisi dall’Unione per chi ha le caldaie non in regola
Verrà chiesta la documentazione dei lavori di adeguamento. A breve riprenderà l’autocertificazione sospesa per il passaggio di competenze ai Comuni. Ma sulla manutenzione tutto rimane come prima
EMPOLI. La burocrazia eccessiva provoca anche la cattiva informazione. E induce gli utenti in errori in campi delicati e importanti quali la sicurezza degli impianti termici. La legge ha assegnato all’Unione dei Comuni il compito di verificare il funzionamento e la manutenzione delle caldaie. Il problema è che il servizio di ispezione e autocertificazione è stato temporaneamente sospeso perché ancora non è stato completato il passaggio dalla Provincia all’Unione dei Comuni. Ma, come assicura il sindaco Carlo Tempesti, delegato all’ambiente nell’Unione, tra un mese la procedura sarà completata. E, soprattutto resta il fatto che rispetto alla legge non ci sono state variazioni. Dunque le manutenzioni vanno fatte come prima. Anzi, alcune centinaia di famiglie che hanno l’impianto non a norma riceveranno a breve dai Comuni le indicazioni necessarie per comunicare gli interventi di manutenzione straordinari che dovrebbero essere già stati fatti.
Eccetto Empoli (che essendo sopra i 40mila abitanti ha una procedura autonoma) il servizio di controllo delle caldaie negli altri dieci Comuni è fermo dall’inizio di dicembre ed è bloccato il servizio di riscossione dei 5 euro relativo all’autocertificazione. «Ma non è in corso alcuna variazione sulla cadenza delle manutenzione - spiega il sindaco di Cerreto Guidi Carlo Tempesti - e di conseguenza gli interventi eseguiti dai tecnici di fiducia non subiranno modifiche rispetto alla loro frequenza. Non cambia niente rispetto alle manutenzioni che devono essere svolte secondo i termini all’interno delle istruzioni tecniche fornite dall’installatore o in base a quanto indicato nel libretto di uso rilasciato dal fabbricante della propria caldaia».
«Questi controlli - spiega Paolo Gianassi per la Cna - sono necessari per la sicurezza e in questa zona hanno dato esiti positivi. Ma sono importanti anche per il risparmio energetico e per ridurre l’inquinamento». «L’impegno nostro - va avanti Tempesti - è quello di risolvere il prima possibile questa impasse e il nostro obiettivo è di completare il passaggio delle competenze dalla Provincia all’Unione in un mese».
«Il problema amministrativo - spiega ancora Gianassi della Cna - non deve inficiare il processo che fino ad adesso ha portato a risultati positivi». In più sia Cna e che Unione dei Comuni sottolineano come «le associazioni dei consumatori abbiano dato informazioni sbagliate dicendo che i controlli potevano essere anche dilazionati».
Infatti, in questi giorni, tutti i rapporti vengono comunque inviati dai manutentori e poi controllati. Anzi in questo momento chi fa controlli non spende neppure i cinque euro dell’autocertificazione. Una spesa che spesso viene contestata dagli utenti. Come spiegano Fabio Fabrizzi dell’azienda Sat, Edoardo Franchi della TeknoClima e Lorenzo Volpi della Sabic, «gli utenti vedono questa spesa come vessatoria e non ne capiscono l’importanza. Sarebbe necessario riuscire a fare più informazione rispetto a questi temi».
Gli impianti sono circa cinquantamila in tutto il circondario Empolese Valdelsa, circa diecimila poi quelli riferiti alle strutture industriali. Secondo i dati attualmente in possesso dell’Unione dei Comuni e delle aziende che fanno manutenzione sarebbero circa l’80% quelli che vengono monitorati (e quindi di cui siamo a conoscenza dello stato di salute dell’impianto). Si contano sulle dita di poche mani, invece, quelli che sono stati chiusi con ordinanza dei sindaci perché pericolosi.
Lucia Aterini
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