Il Tirreno

Empoli

Prestiti a tasso zero alle aziende del territorio

di Marco Pagli
Prestiti a tasso zero alle aziende del territorio

Fino a quindicimila euro di aiuti anche per pagare bollette, affitti e stipendi Via alle domande il 20 gennaio: soldi elargiti in base all’ordine di prenotazione

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EMPOLI. Sarà una gara di velocità: blocchi di partenza aperti a tutti o quasi e un ricco premio per i primi che taglieranno il traguardo. Ma non serviranno muscoli o delle comprovate origini giamaicane per aggiudicarsi il premio, bensì una buona velocità di clic. La competizione, per così dire, consiste in una bando regionale per la concessione di piccoli prestiti di emergenza alle microimprese. Da 5mila a 15mila euro l’importo che ciascuno può aggiudicarsi a condizioni davvero vantaggiose, ovvero tasso zero e senza garanzia. Fin troppo vantaggiose. Tanto che la Regione, considerata l’ampiezza della platea potenziale (piccole imprese che necessitano di ossigeno ce ne sono a non finire) e la relativa limitatezza dell’importo messo a disposizione (nel complesso si tratta di 3 milioni di euro), ha pensato bene di stringere le “porte di ingresso” ai finanziamenti trasformando il bando in una sorta di sprint.

Allo sparo – virtuale, s’intende – dello starter, previsto per le ore 9 del prossimo lunedì 20 gennaio, potranno essere inviate le domande fino al termine di venerdì 31 alle 17. I primi che arriveranno beneficeranno del prestito, fino all’esaurimento del fondo. Il rischio, calcolato ovviamente, è che il bando duri il tempo di un sospiro e che lasci a bocca asciutta tantissime aziende bisognose di risorse. «Appena è arrivata la circolare che annunciava questa forma di microcredito – spiega Elena Bardi, coordinatrice Cna dell’Empolese Valdelsa - ci siamo subito attivati per arrivare pronti alla scadenza. Purtroppo il fondo non è molto ampio se si considera il pubblico a cui si rivolge e temiamo che i posti si esauriranno in pochi giorni, per non dire ore. D’altronde il bisogno delle aziende in questo momento è enorme e di iniziative come questa, in cui si concedono fondi a tasso zero e senza garanzia, ce ne sono pochissime. Quello che ci auspichiamo è che tale bando sia solo il primo di una lunga serie». Ma entriamo nel dettaglio. Il bando è diretto a sostenere le microimprese (cioè che abbiano fino ad un massimo di 9 dipendenti) toscane dei settori artigianato, industria, commercio, turismo e servizi (l’unico escluso è quello agricolo) attraverso la concessione di prestiti di emergenza che possono andare da un minimo di cinquemila ad un massimo di quindicimila euro. Il monte complessivo di risorse, 3 milioni di euro, sarà destinato per il 50% al commercio e al turismo e per il restante 50% alle imprese degli altri comparti. A contendersi il fondo potranno essere microimprese già attive, quelle costituite ma non attive e addirittura persone fisiche che siano intenzionate ad avviare un’attività imprenditoriale nella forma di microimpresa. I fondi possono andare a coprire tantissime fattispecie di spese, tutte quelle connesse allo svolgimento dell’attività economica. Da quelle di costituzione a quelle per macchinari, attrezzature e arredi, dalle consulenze e i servizi connessi all’avvio e sviluppo dell’attività alle spese generali (come ad esempio le utenze, l’affitto e gli stipendi), dalle scorte e le materie prime fino agli investimenti per adeguamenti in termini ambientali e di sicurezza.

Nel computo, insomma, può finirci un po’ di tutto. La durata del piano di rientro è stabilita nel contratto che sarà firmato con la Regione e potrà prevedere un minimo di 36 rate fino ad un massimo di 60 mesi, con rate mensili posticipate costanti. Inoltre – altra ciliegina sulla torta – la prima rata si potrà pagare dodici mesi dopo la concessione del finanziamento. Le limitazioni principali sono due. Da una parte è richiesto di essere in regola con il Durc, cioè il pagamento dei contributi, dall’altra che il soggetto richiedente abbia una redditività economica tale da permettere la restituzione del prestito. La presentazione delle domande può avvenire unicamente online accedendo al portale di Sviluppo Toscana Spa e con il tramite delle associazioni di categoria che fanno parte della Rete Pem, cioè Cna, Confartigianato, Confindustria, Confcommercio, Confesercenti e Conflavoro. La domanda dovrà contenere, oltre all’importo richiesto, uno schema di sintesi del progetto di spesa, il piano finanziario con l’indicazione degli importi per ogni singola voce, la dichiarazione relativa alle dimensioni aziendali, la dichiarazione ambientale, i preventivi e le bozze di contratti nel caso di investimenti, la dichiarazione dei redditi dell’ultimo anno, il conto economico previsionale per il 2014 e per i due anni successivi.

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