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«Io, trattata come Renzi cambierò volto alla città»

«Io, trattata come Renzi cambierò volto alla città»

Melani lancia frecciate al partito: «Mi ostacolano perché posso prendere voti anche nel centrodestra». Poi indica le priorità: «Borgo alto, imprese e legalità»

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FUCECCHIO. «Mi ostacolano perché sono sganciata dai gruppi di potere. E perché sono una vera riformista, capace di prendere voti anche nel bacino di elettori del centrodestra. Proprio come Matteo Renzi. Hanno nei miei confronti lo stesso atteggiamento che avevano verso di lui. Con il quale ho fatto un lungo percorso politico insieme, a cominciare dal 1999. Tanto che sono stata anche sua rappresentante legale per l’Empolese Valdelsa in occasione delle primarie». La candidatura di Silvia Melani, 48 anni, consigliere provinciale ed ex vicesindaco di Fucecchio, ha scombinato i piani dei renziani che, forti anche dell’85% dei voti conquistato da queste parti dal segretario nazionale alle recenti primarie nazionali, avrebbero voluto puntare su un candidato unico da opporre a Massimo Talini. E probabilmente quel candidato unico non era lei: «Ma la gente me l’ha chiesto. Evidentemente hanno visto in me – spiega Melani – le competenze politiche e amministrative che servono per guidare Fucecchio nel dopo-crisi. Perché in Provincia ho seguito tutte le vicende legate alle varie crisi aziendali e quando ero assessore a Fucecchio avevo le deleghe al commercio e alle attività produttive». E il suo giudizio sulla giunta-Toni qual è? «Sicuramente dobbiamo riconoscere al sindaco e agli assessori che hanno fatto l’impossibile per fronteggiare una situazione economica devastante». Ma? «Bisogna cambiare. Perché tante piccole-grandi cose si possono fare anche senza grossi sforzi economici. Prima di andare in Provincia, avevo lasciato sul tavolo di Toni un dossier, con una serie di situazione che andavano risolte, a cominciare dalla legalità, dalla promozione al fianco delle imprese e dal rilancio del centro storico. E su questi aspetti non è stato fatto niente».

Secondo Melani «servono più controlli, perché ci sono appartamenti e capannoni dove si lavora e si dorme. Se non individuati e contrastati adeguatamente, questi fenomeni di lavoro irregolare continueranno a danneggiare gravemente i lavoratori che rispettano le leggi». E poi c’è la questione del borgo alto: «È rimasto tutto esattamente come cinque anni fa: una giungla di parabole, panni stesi, infissi in alluminio. Bisogna intervenire».

Il programma è in via di definizione, con l’aiuto della gente, che in questi giorni sta portando contributi e testimonianze nella sede del comitato all’interno della Galleria: «I cittadini chiedono attenzione ai temi della legalità e trasparenza, abbassamento delle imposte, accesso agli asili e investimenti sulle attrezzature delle scuole, accessibilità per tutti agli impianti sportivi e, naturalmente, valorizzazione delle nostre radici, anche attraverso l'opera instancabile delle tante associazioni che vitalizzano Fucecchio. Chi vive nelle frazioni richiede servizi, cura degli spazi e coinvolgimento nelle decisioni; chi vive nel capoluogo chiede una Fucecchio più vivibile; chi vive nel centro storico chiede vigilanza sugli spazi pubblici e privati, controlli sull'abbandono dei rifiuti e sugli interventi alle abitazioni. Non potevano mancare suggerimenti sul Palio: le contrade hanno bisogno di essere aiutate per le proprie sedi, per gli affitti, per le manutenzioni e le imposte insostenibili. Il Palio va tutelato come marchio e promosso dall'amministrazione in Italia e nel mondo». Infine boccia un’ipotesi che si sta facendo largo a Fucecchio e che la vorrebbe, in caso di sconfitta alle primarie, alla guida di una lista civica: «Assolutamente no. La mia casa è il Pd».

Francesco Turchi

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