Italia
Già col Gratta e vinci o nelle sale scommesse a meno di 18 anni
Ecco il quadro venuto fuori nell’incontro sul gioco d’azzardo tenuto per trecento studenti del Ferraris Brunelleschi
EMPOLI. Un confronto con gli studenti del Ferraris Brunelleschi di Empoli, dalle classi prime alle quinte di tutte le specializzazioni, per parlare di gioco d'azzardo. Analisi e riflessioni su un fenomeno sempre più in crescita nel nostro paese complice anche la crisi. La sensibilizzazione deve partire dai giovani e ieri mattina al circolo Arci di Santa Maria, circa 300 studenti dell'istituto empolese hanno affrontato il tema con il sostituto commissario di Empoli Danilo Di Stefano e Filippo Torrigiani dell'associazione Avviso Pubblico. Un evento voluto fortemente con la collaborazione dell'Arci e dei docenti Silvia Desideri, Danila Ferdani e Laura Moroni.
«Perché - ha spiegato la professoressa Desideri - il gioco d'azzardo attrae spesso coloro che sono alla ricerca di un riscatto sociale. Per evitare questo occorre essere informati sui cambiamenti che avvengono nella nostra società per diventare soggetti attivi in grado di esprimere il proprio parere. Riteniamo importante promuovere il messaggio a partire dagli studenti, fargli capire i rischi che si corrono». Dal palco Filippo Torrigiani ha spiegato come in Toscana la spesa media pro capite per il gioco d'azzardo sia di 1.400 euro l'anno, secondo i dati Agicos (l'agenzia specializzata in concorsi e scommesse) nell'Empolese Valdelsa si spendono circa 1.088 euro. A fare la parte del leone sono le slot machines, poi Gratta e Vinci e lotterie. Mediamente secondo Agicos per tentare la sorte ogni giorno nel Circondario si spendono dai 400 ai 500 mila euro. «Non a caso in Italia - ha spiegato Torrigiani agli studenti - si spendono 86 miliardi di euro per tentare la sorte, in un paese dove la tassazione sul gioco d'azzardo è appena allo 0,6% e i malati di gioco sono un milione. Oggi si gioca di più, si vince più spesso ma la maggioranza delle visite è di entità assai minore rispetto al passato». E l'unità di farmacotossicodipendenze dell'Asl 11 ha oggi in cura una quarantina di pazienti affetti da dipendenza al gioco. Nel suo intervento invece Di Stefano ha ricordato anche alcuni episodi curiosi avvenuti ad Empoli, come per esempio l'arresto di un giocatore patologico che dopo aver giocato per anni alla stessa slot ha finito per prenderla a martellate per non aver vinto mai niente. «Questo per dire che di gioco ci si può ammalare - ha sottolineato Di Stefano - e dunque serve intervenire prima».
Ricordando poi agli studenti che il gioco d'azzardo è vietato ai minori, non sono mancati i minorenni che in platea hanno alzato la mano per dire che loro, almeno una volta, hanno già giocato a qualcosa. In particolar modo a Gratta e Vinci e scommesse sportive, quelle che tendono a coinvolgere maggiormente i maschi. «In Italia c'è ancora troppa libertà - ha spiegato Torrigiani - mentre in paesi come la Svizzera le slot, per esempio, si trovano solo ai casinò e chi gioca è "schedato", non deve avere precedenti penali e tutta un'altra serie di vincoli imposti dalla legge». Torrigiani ha anche invitato le classi presenti all'incontro ad un doppio impegno, raccolto dal corpo docente. Contare quante volte ogni singolo studente si avvicina al gioco e creare una mappa di Empoli con indicati i posti dove si può giocare d'azzardo.
Filippo Cioni
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