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Giudici di pace: uffici bloccati per lo sciopero fino al 5 dicembre
EMPOLI. Adesione completa allo sciopero dei giudici di pace. E' cominciato lunedì la protesta negli uffici giudiziari, che si protrarrà sino al 6 dicembre, per denunciare «l'incostituzionale stato di...
EMPOLI. Adesione completa allo sciopero dei giudici di pace. E' cominciato lunedì la protesta negli uffici giudiziari, che si protrarrà sino al 6 dicembre, per denunciare «l'incostituzionale stato di precariato nel quale si trovano ad operare i giudici di pace, nel disinteresse, se non addirittura nell'avversità, di gran parte della classe dirigente».
I primi dati di adesione allo sciopero, provenienti dall’Empolese e dai vari distretti d'Italia, confermano le previsioni della vigilia: «Adesioni superiori al 90% con punte vicine al 100% in alcune sedi di rilievo nazionale. Nelle due settimane di astensione rimarranno sospesi circa 200.000 procedimenti civili e penali - spiegano i giudici di pace - Le organizzazioni di categoria hanno spiegato le ragioni dello sciopero e manifestato il malcontento dell'intera categoria, che da troppi anni anela al legittimo riconoscimento dei diritti minimi della continuità del rapporto, della tutela previdenziale ed assistenziale, delle garanzie ordinamentali di autonomia degli uffici ed indipendenza dei giudici». La categoria lamenta, in particolare: il venir meno agli impegni formalmente assunti nel luglio scorso da parte del ministro Cancellieri, tra i quali rientrano, senza alcun dubbio, le problematiche dei giudici di pace, che gestiscono circa il 60% del contenzioso civile, definendo i processi entro un anno, e impedendo da quasi 20 anni il collasso della giustizia, pur senza tutele e diritti; «che il parlamento è bloccato da un progetto di legge incostituzionale ed estremamente punitivo, progetto bocciato addirittura cinque volte dall'allora consiglio dei ministri ed attualmente (ed incomprensibilmente, aggiungiamo noi) posto all'ordine del giorno della commissione giustizia del senato, a scapito di altri progetti ben più condivisibili ed organici». I giudici di pace garantiranno, comunque, il compimento degli atti urgenti ed indifferibili (convalide delle espulsioni, procedimenti cautelari, processi per reati prossimi alla prescrizione), pur non essendo buona parte di tali attività qualificata come necessaria dal codice di autoregolamentazione .
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