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Si sentì male dopo il presidio sindacale, ora chiede i danni
Imprenditrice di Capraia, tramite il suo avvocato, pretende il risarcimento dalla Cigl, un delegato Rsu, un ex dipendente e la moglie di quest’ultimo per le offese ricevute
CAPRAIA. La proprietaria dell’azienda accusò un malore in seguito alle presunte offese al termine di un presidio dei lavoratori. E ora chiede il risarcimento alla Cgil, a un delegato della Rsu, a un ex dipendente e a sua moglie. Che proprio in queste ore hanno ricevuto le lettere dell’avvocato empolese Alessio Piscini, legale di Antonella Capaccioli, titolare della Mac Autoadesivi di Capraia. I fatti risalgono al 15 aprile scorso, quando la Cgil organizzò un presidio vicino all’azienda per manifestare la solidarietà dei lavoratori nei confronti del fucecchiese Massimo Menichetti, delegato Rsu picchiato a sangue da tre persone all’uscita dalla ditta, dopo una giornata di lavoro. Menichetti trovò il coraggio di denunciare il fatto attraverso il nostro giornale. E la Cgil proclamò un’ora di sciopero, con un presidio vicino all’azienda. . All’appuntamento si presentarono decine di lavoratori provenienti da mezza Toscana, con un messaggio chiaro: «Non deve accadere mai più». Un presidio pacifico, che scivolò via senza particolari tensioni. Ma alcuni lavoratori conclusero la loro protesta sotto gli uffici dell’azienda, lanciando slogan. La proprietaria, Antonella Capaccioli, si impaurì e accusò un malore, tanto che fu trasportata all’ospedale in ambulanza. A distanza di 7 mesi, così, ha deciso di chiedere i danni a coloro che – a suo parere – causarono il suo malore: «All’esito dei comizi – si legge nella lettera – un nutrito gruppo di manifestanti si è mosso verso il cancello, gridando slogan fortemente offensivi nei confronti dell’azienda nonché delle maestranze». In particolare – sempre secondo Capaccioli – i manifestanti gridarono “fascisti”. Per questo viene richiesto un risarcimento da 15mila euro ciascuno, entro dieci giorni dalla data di ricevimento della lettera, altrimenti scatta l’azione legale vera e propria. La richiesta è stata inviata alla Cgil, col segretario Rossano Rossi che conferma.
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