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Empoli

i lavoratori fra rabbia e paura

«Un fulmine a ciel sereno ha cambiato le nostre vite»

«Un fulmine a ciel sereno ha cambiato le nostre vite»

EMPOLI. «In una settimana ci è cambiata letteralmente la vita». Non usa altri termini Alessandro Filippetti, uno degli ex dipendenti del Porcellino di Empoli. È lui a parlare a nome dei colleghi dopo...

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EMPOLI. «In una settimana ci è cambiata letteralmente la vita». Non usa altri termini Alessandro Filippetti, uno degli ex dipendenti del Porcellino di Empoli.

È lui a parlare a nome dei colleghi dopo che l'azienda ha deciso di chiudere il ristorante. Nelle sue parole c'è la preoccupazione di non sapere che piega prenderà il proprio futuro e quello degli altri lavoratori. «Confidiamo nell'incontro di domani (oggi per chi legge, ndc) nella speranza che parta da qui una soluzione a questa situazione. All'improvviso ci siamo ritrovati senza lavoro – spiega Filippetti – per giunta quasi tutti avevamo un contratto a tempo indeterminato, un lusso nel mondo d'oggi, tranne due apprendisti con un contratto quadriennale. Molti di noi erano assunti in pratica da quando aveva aperto l'attività, sei anni fa. Adesso ci ritroviamo senza lavoro con tutti i problemi che ne conseguono sulla nostra vita».

Filippetti spiega chiaramente l'evolversi della vicenda. «Abbiamo saputo della decisione dell'azienda solo lunedì scorso, senza nessun preavviso. Non abbiamo potuto neanche organizzarci, farci i conti in tasca. È stata ed è una cosa gravissima». Per Filippetti la vicenda ha assunto una svolta imprevista, difficile da mandare giù. «Qualche avvisaglia c'era stata. Negli ultimi mesi i nostri stipendi erano stati rateizzati ma comunque avevano riscosso, parlando con la dirigenza sapevamo anche di aver perso qualcosa in termini di fatturato per colpa della concorrenza all'interno del Centro Coop. Ma mai avremmo pensato di arrivare a tanto, la chiusura totale è caduta sulle nostre teste come un fulmine a ciel sereno. E adesso la vita ci è cambiata nel giro di poche ore, siamo ovviamente preoccupati. Quello che più dispiace è aver saputo che avremmo perso il posto senza un minimo di preavviso. Eppure noi per il ristorante abbiamo dato tutto, abbiamo qualità ed esperienza e credo che il risultato in questi anni si sia visto con l'apprezzamento della gente verso il nostro lavoro. La speranza è quella di ritrovare un posto al più presto per noi e, ovviamente, per le nostre famiglie». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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