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Salvato dal suo popolo ora il circolo Arci è l’anima di Pagnana
L’immobile fu acquistato anche coi soldi dei paesani «I nostri giovani e le iniziative sono il motore del rilancio»
EMPOLI. Il circolo “adottato” dalla popolazione e dall'Arci. Così potremo definire il locale di Pagnana, legato ad una bella storia di amore e solidarietà con la sua gente. Nata agli inizi del secolo scorso, questa realtà nel tempo si è ampliata grazie alle donazioni di terreno da parte di alcuni cittadini. Non solo, ma per anni dal dopoguerra è stata di fatto in possesso dello Stato, tanto che i soci erano affittuari. Fino a che a metà anni '90 è arrivata una svolta importante. Decisiva.
«Decidemmo di comprare l'immobile – spiega l'attuale presidente Mauro Becacci – e all'asta ci riuscimmo. Ma lo facemmo con i soldi raccolti dalla popolazione casa per casa, circa 23 milioni di vecchie lire, e altri 20 donati dagli altri circoli Arci di zona. La nostra storia è abbastanza singolare e allo stesso tempo è davvero il segno di una grande solidarietà collettiva». Oggi i soci a Pagnana sono 110, il circolo è attivo e le iniziative non mancano. E qui la scelta del consiglio è stata ultimamente quella di puntare con decisione sulla linea verde.
«Sette membri del nuovo direttivo sono ragazzi giovani – spiega ancora Becacci – dopo aver attraversato un periodo non semplice abbiamo optato per una svolta in questo senso e il circolo è adesso molto più vitale. Tanto che siamo riusciti a far rivivere davvero la frazione di Pagnana, consapevoli che se non esistesse questo luogo qui si spegnerebbe tutto. Anche perché non siamo vicinissimi a Empoli e dunque per far restare la gente in frazione, o comunque coinvolgerla, servono idee sempre nuove e tanta vitalità. E in questo senso i nostri giovani sono una bella risorsa». Basta parlare per esempio di “Pagnana in Piazza”, la festa estiva che è riuscita a far rivivere l'estate nel quartiere. «La organizziamo ormai da tre anni e andiamo per la quarta edizione – spiega la consigliera Lisa Lavoratorini, 28 anni – noi ragazzi abbiamo creato il gruppo “I Gufi” che si occupa di organizzare tutto fin da gennaio. Siamo partiti con due giorni di festa e adesso siamo arrivati a quasi una settimana di eventi. Si svolge nella piazza e nel parco pubblico della frazione che abbiamo fatto riscoprire alle persone, coinvolgendole con musica, teatro, serate per bambini e molto altro. Volevamo che questo luogo simbolo tornasse a vivere e ce l'abbiamo fatta».
L'Arci è una fucina di idee. Dalle attività più classiche, come le cene sociali o per eventi particolari come Halloween, si passa al doposcuola per i bambini, allo spazio Afa per gli anziani, al ballo liscio e alla scuola di danza. A novembre partirà un'attività di gioco danza per i piccoli dell'asilo e a dicembre forse arriverà anche il teatro. C'è la pizzeria il fine settimana, la “cacciuccata” in strada di settembre, la passione per il calcio tanto che il circolo ospita da sempre il Pagnana (oggi in terza categoria dopo un passato nella Uisp). E ci sono due eventi, in questo caso storici, che i soci tengono a ricordare. «Nel 1957 al circolo tornò a trovarci dall'America dove era emigrato Pietro Corti che era partito da qua – racconta il vicepresidente Moreno Degl'Innocenti - venne festeggiato al circolo prima di ripartire e custodiamo appese delle foto bellissime di quell'episodio. Qualche mese fa, a distanza di oltre 50 anni, siamo riusciti a far tornare in frazione i parenti dagli Usa grazie a Facebook. Una festa che ha coinvolto almeno 50 persone, compresi tutti i Corti di Pagnana. E poi non possiamo scordarci l'evento che organizzammo tempo fa con la chiesa e il proposto di Empoli Guido Engels per ricordare don Gino, lo storico parroco della frazione». In una realtà come questa che ricorda il passato ma punta con decisione al futuro, c'è un preciso intento da perseguire. «Stiamo tramandando la passione di chi ci ha preceduto – spiegano in coro i consiglieri – e vogliamo farlo per essere un luogo di aggregazione per la frazione e non solo. Il nostro interesse va soprattutto ai giovani, perché qui possano trovare un luogo protetto e salutare di aggregazione con tante iniziative e spazi a loro disposizione». Ma anche a Pagnana non manca il problema dei costi. «Le istituzioni non considerano abbastanza importanti luoghi come questo – spiega chiaramente il presidente Becacci – siamo tartassati dalla tasse, per giunta i circoli più piccoli come questo pagano le stesse cifre di quelli più grandi. E qui nessuno per fare quello che fa prende un euro, anzi ce li mettiamo di tasca nostra per le manutenzioni. Tutto è volontariato. Se non fai attività è difficile insomma andare avanti, l'importanza dei circoli è sotto gli occhi di tutti tranne sembra che delle amministrazioni. Siamo un collante della società, invece le istituzioni non lo capiscono, danno tutto per scontato. Se le tasse fanno chiudere luoghi come questo si perdono punti di riferimento per la collettività e una palestra di vita oltre che di sani valori».
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