Il presidio
«Serve manutenzione ma non ci sono le risorse per farla»
L’amarezza del sindaco Andrea Campinoti: presto, però nuovi lavori daranno maggiore sicurezza al sottovia
CERTALDO. Un’ora di pioggia a scroscio. Un nubifragio. Una di quelle che chiamiamo comunemente “bomba d’acqua”: e Certaldo si è trovato in ginocchio. Proprio come tre giorni prima. Bastano i numeri per far capire quel che è accaduto: 60 millimetri di acqua cadute dalle 6 alle 7 del mattino. E in poco tempo il corso dell’Elsa si è gonfiato a dismisura: il suo livello era di 1,13 metri alle 6. Secondo i dati registrati dal Centro funzionale della Regione Toscana, due ore dopo aveva toccato 6,45 metri, innalzandosi repentinamente di cinque metri e mezzo. Quella massa d’acqua dell’Elsa ha causato allagamenti in via del Piano di Sotto: il sottovia ferroviario che sbuca in via Fonda ne ha fatto le spese subito. Il piano terreno e gli scantinati di diverse abitazioni si sono allagate.
Il nubifragio di ieri è stato più breve di durata ma assai più violento di intensità, rispetto a quello che si era verificato lunedì scorso.
Ma ha provocato danni e disagi più profondi: è andato subito fuori uso il sistema di drenaggio con le pompe, del sottovia carrabile di via Caduti del Lavoro che si è trovato a dover smaltire una quantità eccessiva di acqua proveniente dalle vie limitrofe le cui fognature non erano più in grado di ricevere. E problemi sono stati accusati anche ai piani terreni di via Beata Giulia a causa delle rottura di un argine di un fosso.
Il Comune è corso subito ai ripari: ha stanziato con procedura di somma urgenza sessantamila euro, di cui ventimila destinati a risistemare tutto il sistema di fognature tra la rotatoria di viale Fabiani e le vie che convergono su di essa, problema che ha causato oggi l'allagamento del sottovia di via Caduti del lavoro ed a rafforzare l'argine al fosso che ha causato i problemi in via Beata Giulia. I rimanenti quarantamila verranno utilizzati per la risistemazione di strade, fognature e fossette danneggiate da piogge ed esondazioni di questi giorni.
Uomini e mezzi del Comune di Certaldo, delle associazioni di protezione civile e volontariato erano già al lavoro da lunedì per ripulire le strade e ripristinare la circolazione dove era stata interrotta. Ma il sottopasso di via Caduti del lavoro rimane ancora chiuso: quelle auto, sorprese dalla piena e abbandonate sul posto, coperte di acqua, sono l’emblema di questo nuovo disastro ambientale per il territorio della Valdelsa. «Ci siamo trovati in una situazione di emergenza causata da una pioggia e un innalzamento dei fiumi eccezionale – commentato il sindaco Andrea Campinoti – siamo vicini a quanti hanno subito conseguenze da questa situazione e ringraziamo tutti, dai dipendenti del Comune, le forze dell'ordine, i volontari della protezione civile e i cittadini, si sono adoperati per aiutarci a gestire questa complicata situazione».
Campinoti esprime anche l’amarezza per non avere gli strumenti che eviterebbero certe situazioni. «Questa è una situazione che ben conosciamo: necessiterebbe di importanti interventi strutturali e di manutenzione più frequente al regime delle acque e che non abbiamo risorse per realizzare. Ma è bene ricordare che gli enti pubblici non hanno mai abbassato la guardia su questo fronte».
Lo spiega coi fatti: «I recenti lavori del Comune al fosso del vicariato, del Consorzio di bonifica Toscana Centrale lungo il primo tratto urbano dell'Agliena, sono stati interventi che hanno consentito di limitare i disagi. Confidiamo che quanto prima un altro importante lavoro del Consorzio, per il quale sono in corso gli espropri dei terreni, possa partire. Un intervento che permetterà di mettere ancora più in sicurezza il sottovia alluvionato, drenando gli scarichi che oggi vanno tramite fognatura verso il torrente Agliena e dovranno invece andare verso l'Elsa con un canale esterno».
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